martedì 13 novembre 2012

MESSAGGIO PERDUTO

Ho perduto il messaggio
in quella piatta distesa
di mare.
Si è allontanato lentamente,
come uno stanco incubo
di memorie sognate.
Era un dolce messaggio
all'umanità,
e una dichiarazione di guerra.
Chissà dove sei,
ormai inutile,
disfatto da un triste
pianto d'inchiostro.
Soltanto i pesci ti hanno
creduto nutrimento,
con essi hai trovato la natura.
Avrei voluto vederti morire
fra mani di zucchero
e barbari pensieri,
poichè ciò che il caso crea,
l'uomo lo distrugge con amore.
E con l'amore lo resuscita,
e con l'amore lo uccide ancora.

MASCHERA DI FANGO

Mi sono coperto di fango
come l'essere più umile.
Ho passeggiato fra campi di
menzogne e frenetiche verità,
per intorpidire il mio spirito.
Ho represso in profondità
i miei versi,
in una grotta di echi.
Ho provato un amore 
senza poesia,
trasformandomi nel carceriere
di me stesso.

LA PERLA

Ti ho protetto come un 
germoglio d'amore
cresciuto fra viscide
ninfee.
Sei piccolo,
potrei sradicarti con un
soffio d'odio.
Nessuno ti guarda,
le persone vogliono i fiori,
vogliono petali da staccare.
Così ti annaffio d'infinito
e di venti che mi hanno
asciugato.
Per te ho rubato una perla
dalla collana di chi si copre d'oro.

POESIA NELLA NEBBIA

Ho vissuto giornate d'anima
accarezzandomi le mani
per farmi compagnia
nella nebbia.
E' un patto d'amore
fino allo strazio che muore
incosciente.
Anima,
cosa sei?
Una poesia?
Una promessa infranta,
un desiderio dimenticato?
Cosa sei?
Ti manifesti come la strada
di un labirinto che percepisco
soltanto sotto i piedi.
E nasci,
e ritorni come una poesia
nella nebbia.

OLTRE LA MIA NUVOLA

Mi hai chiesto di raccontare
il cielo,
e io mi sono seduto affianco a te,
come un estraneo.
Sono così diversi i nostri cieli.
Tu sei come il vento che
precede il temporale,
io una nuvola grigia
velata di sole.
Volano in alto i tuoi pensieri,
oltre la mia nuvola,
che da lassù pare una
montagna.
Sento la poesia che non vuoi,
perchè sai che a volte
i sogni dividono.
E allora starò sveglio,
volerò con te
attraverso il tuo viso
addormentato.

RISVEGLI

Ho avuto paura di perderti
dopo una notte di incubi.
Al risveglio non ti ho pensato,
avevo così voglia di salvezza !
Eppure ad aprirmi gli occhi
è stata un'altra strada che ha
portato a te.

TROPPO LONTANO

Ho voluto conoscere
l'intreccio di un umano
dolore nell'amore
più nobile.
Non riesco a spiegartelo,
purtroppo.
Ho trovato solo parole
lontane,
e lontano è il tuo ascolto.
Lontano come la verità
soffocata da un'afona bugia.
Lontano come un vecchio
ponte d'incertezze
sovrastato da troppi forse.

LA FOTOGRAFIA

Tante volte ti ho stretto
per sapere di te,
lasciandomi indietro
fra piogge conosciute.
Ho guardato una tua 
fotografia sorridente,
e non m'importa se mente
un pochino,
perchè ti sento ridere,
anche quando mi
stringi piangendo.

venerdì 2 novembre 2012

RANDAGIO

Randagio,
tu che sei un cane,
cammina sul ciglio della
strada,
lascia brandelli di pena
in quei fossi colmi di
lucciole e di rane,
ascolta,
vedi la tua pacifica
creazione.
 
Randagio,
tu che sei un albero,
immobile e taciturno
dietro una corteccia
amorosa,
esalta le tue radici sul
fiore della terra.
 
Randagio,
tu che sei un giglio d'inverno,
circondato da affettuose
speranze,
ricopri i profumi cedevoli.
 
Randagio,
tu che sei un uomo
della strada,
che bruci come legna,
che sacrifichi fiori sul
romantico altare,
ascolta,
vedi.

UN AMORE ASSURDO

Ho visto un amore assurdo,
un amore affamato di
uomini inquieti,
selvaggio,
come una bestia
della foresta.
Ho visto un amore dai
denti aguzzi,
imploso fra le viscere
dell'anima.
Ho visto un amore
vestito a strisce,
come un carcerato,
un amore che ha picconato
con il sudore dure pietre
di egoismo.
Ho visto un amore sapiente
urlare con ferocia
al desiderio.
Ho visto la limpidezza
di un amore a metà,
e la sua cosciente ribellione
verso stranieri consigli.
Ho visto un amore vagare
in solitudine,
mortificato da un tenero cuore
colpevole soltanto di volerlo
veder risorgere.

L'OROLOGIO

Ho assaporato un tempo felice
come un futuro rubato dalle
veloci lancette di un orologio.
Ho creduto di seguirle,
lento, annoiato,
fingendo quasi di non esser vivo.
E mi hanno ingannato,
dolcemente spietate,
amare gocce di pianto mi
voltavano le spalle.
Così ho ricordato l'ora di ieri,
fuggendo da un interminabile oggi.

domenica 21 ottobre 2012

UN SOGNO DI CARNEVALE

Ho guardato con tenerezza
il tuo viso svegliato dal
rimpianto di un sogno
scappato come sabbia
fra le dita.

I tuoi occhi rossi riflettevano
un cuore greve,
debitore di stanche 
verità tradite.

Era un sogno di Carnevale,
una voragine di maschere
che ti ha risucchiato in un
pericoloso gioco di sentimenti.

Non c'è mai stato abbastanza
amore per odiare,
e nemmeno tanto odio per amare.

So che hai pianto quella notte,
e ancora non ti abitui alle
luci mattutine.

Ma quegli occhi rossi,
impregnati di te,
sono rimasti candidi
divoratori di speranza.

QUANTE VOLTE

Quante volte ho cercato
quel folle ricordo d'amore
che avevo promesso
di custodire.
La mia colpa vive nella
tua ombra di luce che
ho preso in prestito,
e il mio supplizio ha la
forma di uno scontroso
sentimento.
Ho implorato le stelle di
restituirmi le derubate memorie,
ed esse si sono rivoltate
brillando fino a spegnersi.
Mi chiedo che persona fossi,
quanto ti amai,
e in che modo,
perchè non ho ricordo.
Forse con tutto me stesso,
come un regalo,
come sempre.

sabato 20 ottobre 2012

FUGGITO ZOPPICANDO

Hai scelto la mia carne
come dimora,
e io ti ho adottato.
Prendimi le ossa e
costruisci il tuo ultimo
baluardo,
catturami la poesia e
fanne il tuo nutrimento.
Non correre,
perchè non potrò seguirti.
Raccontami i luoghi da cui
il mio sguardo è fuggito
zoppicando.

venerdì 19 ottobre 2012

COME L'ACQUA DI UNA CASCATA

Ho bisogno di sentire le
tue braccia che mi stringono,
che mi intrappolano in un
fermo e infinito respiro.

Ho bisogno di ricordare
il tempo in cui ero un'umida
roccia sotto il sole malato,
perchè rinascere ogni mattina
è un atroce morire notturno.

Ho bisogno di ascoltare
i selvaggi silenzi naturali
per ascoltare i canti di chi
ha scritto a se stesso.

Ho bisogno di te che mi baci
per bere ancora l'acqua di
quella cascata perduta
chissà dove...

mercoledì 17 ottobre 2012

QUELLA PARTE DELLA MIA ANIMA

Un vero sorriso nasce
come il fiore in un campo
ancora bagnato dai pianti.
Chiudi le palpebre,
fai cadere le ultime lacrime
su quella parte della mia
anima rimasta bambina.
E' un temporale di illusioni
e lacerante ingenuità,
la vita.
Potessi asciugare la tua
tristezza ormai andata,
lo farei.
Credimi,
è una maledizione vivere
il passato che accade.

martedì 16 ottobre 2012

POETESSA DI CAREZZE

I tuoi occhi delinquono
come amori vagabondi,
predatrice d'anime sconvolte.

Vuoi sottrarmi le parole che
a te soltanto ho destinato.

Tu,
poetessa di carezze,
sussurrami all'orecchio
la voce perduta,
e potrò dire d'averti amata.

Corrimi incontro con
il tuo sguardo sibillino,
rapiscimi,
cucimi addosso il più
scomodo vestito di solitudine.

lunedì 15 ottobre 2012

APPESO A UN FILO DI VENTO

La notte aveva delineato
la tua forma,
e io l'ho scolpita con
baci di miele.

Sono venuto a prenderti
su una nuvola che non
voleva svanire dentro di me.

Oh si,
quel volo mi ha cambiato,
e l'amore è rimasto un
sacchetto di cenere appeso
a un filo di vento.

domenica 14 ottobre 2012

UN CUORE DURO

Un cuore duro beve sorsi
di amara generosità,
vive il mondo,
e un solo colore.

Un cuore duro apre la
sua porta a bisbigli emarginati,
perchè questi sono la voce
della sofferenza che si sente.

Un cuore duro viene evitato
dall'urlo contagioso.
Oh, sembra che la gente non
sappia che urlare il proprio affanno.

Un cuore duro cerca suo fratello,
per condividere un passato
di derisione.

sabato 13 ottobre 2012

TI HO SEGUITO IN UN POSTO

Io ti ho seguito in un posto
dove la felicità, la paura, l'inganno,
hanno lo stesso odore.

Sentimento,
fui preda del tuo gioco.

Quanto ti hanno umiliato gli uomini
per scatenare questa atroce vendetta ?
Quante volte sei scappato dalle
loro bocche per ritrovarti ?

Non biasimare la mia vita,
tu che vivi di buio.

Ti ho riconosciuto in un'ombra
sotto i portici della città,
ed eri come me.

Hai già bevuto il mio sangue,
spirito senza memoria,
violato nel luogo che ami.


giovedì 11 ottobre 2012

MERAVIGLIOSA E QUASI INVISIBILE

Forse non capirai,
ma è il tuo esser sola 
che io amo.

Socchiudo gli occhi,
fingo di dormire ancora
per vederti avvolta in
un'aura di mormorii,
l'amore che non chiedi.

Non cercare di svegliarmi,
tu,
meravigliosa e quasi invisibile,
ingannata dalla mia assenza.

Lascia che il vento
asciughi il tuo bucato,
che la sua danza ti protegga
da pungenti parole che non chiedi.

mercoledì 10 ottobre 2012

BACIO MANTICE

Ancor prima dei desideri 
vengono cieche e gelose invidie.

Pesanti,
l'uomo le alleggerisce
chiamandole "amore".

E' zucchero per gli spiriti
poveri, il vuoto desiderare,
dolore che si staglia silenzioso
fra le urla del corpo.

Così nascerà un amare in frantumi,
e il bacio mantice che vorrà ricomporli,
sarà solo uno spiffero d'amore
su braci ormai spente.

lunedì 8 ottobre 2012

I CANCELLI DEL TUO GIARDINO

Ho seguito i passi che
mi hai lasciato dentro,
le tue flebili parole
un po' lontane.

Ho varcato i cancelli
del tuo giardino,
fatto di gesti inquieti,
di silenzi che non dici.

Ho respirato ogni centimetro
della tua pelle,
mentre sorridevi al groviglio di
rovi in cui mi divincolavo,
in cui mi ferivo.

sabato 6 ottobre 2012

AMORI SOFFERENTI

Gli amori sofferenti nascono
all'improvviso.

Una parola, un piccolo gesto,
e tutto cambia.

I volti avranno i suoi occhi,
e le voci si fonderanno
fra di loro, diventando
una sola.

Gli amori sofferenti devastano
ciò che li circonda,
per rimanere unici
sotto i cieli stellati.

Incoscienti,
essi divorano l'anima dell'altro
fino a farlo tornare la persona
che non si ama.

E tutto cambia,
un'altra volta.

Gli amori sofferenti evaporano
in un istante di passaggio,
nato nell'amore che deve venire,
timoroso delle forti ed affamate emozioni.

venerdì 5 ottobre 2012

INFINITE VORAGINI DI VUOTO ACCESO

I sogni mi portano a guardare
oltre l'orlo del precipizio.

Mi perdo fra le loro infinite
voragini di vuoto acceso.

Basta un salto,
e l'aria diventa l'unica 
compagna di ballo,
la dama che oltrepassa
il mondo reale.

Penso a quei luoghi che
ho solo immaginato,
miracoli fragili.

I sogni odorano di fatica,
di vittoria, di scherno.

Mi salutano da lontano,
indifesi,
fra le braccia di chi
non ha mai sognato.

L'INVISIBILE BATTELLO

Com'è tranquillo il lago,
le sue acque dense sembrano terra,
e i pesci dalla livrea argentata
sono sprazzi di luce che
oscurano il sole.

Nelle giornate afose,
amo tener loro compagnia.

Il lago mi assorbe come
un'altra goccia d'acqua,
nasconde il mio corpo in
un mondo che non si vede.

Allora la vita si trasforma in sentimento,
non conta più niente la vista,
tutto dentro di me è segnato
dalle umili cicatrice del pescatore,
gloria di un invisibile battello.

giovedì 4 ottobre 2012

RIECHEGGIANO LE MIE DOMANDE AL CIELO

Sorrido ascoltando imbarazzate
parole di dissolvenza,
e di misteri fuggitivi.

Piango nelle notti che
sanguinano felicità,
e il canto degli usignoli
porta via con sè
la prossima primavera.

Riecheggiano le mie 
domande al cielo,
perchè le sue nuvole sono
specchi del cuore,
carichi di calore e tempesta.

Terrorizzato dagli incendi che
devastano le mie foreste,
cerco acqua in chi mi chiede
ancora una parola d'amore.

mercoledì 3 ottobre 2012

UNA VITA CON TE, UNA VITA PER TE

Quello sguardo è un battito d'ali 
che smuove il ricordo di 
un bacio mai dimenticato.
 
Le stelle hanno trasformato
la strada che portava a me stesso
in una vita con te,
o in una vita per te.
 
Ho camminato sulla via di
affannosi respiri,
ti ho cercata in ogni disperato
angolo buio.
 
Chissà dove sei andata quella notte,
qual'è stata la sorte della tua scelta.
 
Il tempo ci ha mascherati,
e io continuo il mio viaggio
a piedi nudi, per campi incolti.
 
Entro silenzioso nei tuoi occhi,
per potermi ritrovare.

lunedì 1 ottobre 2012

AMORI FRATELLI

Se tu fossi l'unico,
il solo per ogni uomo,
Amore, mi lasceresti in pace
per un po' di tempo.

Invece no,
siete tanti nel mio cuore,
e io credo a ogni vostra
solitaria bugia.

Voi, Amori vigliacchi,
conoscete la nascita e la morte,
quanto durerà la vostra vita?

Voi, Amori gelosi l'uno dell'altro,
temete che io possa scegliere,
che io possa amare di più.

domenica 30 settembre 2012

PERDUTE PIUME

Sventolano folli bandiere,
si inchinano immaginari Re e Regine
al cospetto di un volo nascosto.

Vi prego,
non ingabbiate l'uomo con le ali,
perchè è arrivato da lontano,
si è perso, e non riconosce
il suo stormo.

Non fategli pesare il 
naturale volo delle rondini,
perchè la tristezza per le 
perdute piume uccide
con l'arma del dolore.
 
Potreste provare a 
rivolgergli qualche domanda,
ma non otterrete risposte,
voi non siete il suo sogno.
 
Egli non insegna,
perchè i sogni non hanno maestri.

giovedì 27 settembre 2012

HO PORTATO NEL CUORE

Ho portato nel cuore gente che
ha cavalcato la solitudine,
perchè il fuoco delle gelosie
divampava come un 
incendio nel deserto.
 
Ho portato nel cuore gente che
ha avuto il coraggio d'amare,
perchè la paura di non riuscire
era la forza di tutti i dolori.
 
Ho portato nel cuore gente che
non ha mai detto "ti amo",
perchè erano troppe le fantasie
mascherate d'amore.
 
Ho portato nel cuore gente che
ha scolpito il proprio viso
in anime traboccanti,
perchè poche erano le
condanne ad amare.

martedì 25 settembre 2012

SOSPIRI

Ero un bambino che giocava
con strani linguaggi.

Primitivi,
come soltanto i pensieri del cuore 
sanno essere.

Ho provato a descriverli,
ma ogni sforzo mi assordava.

Allora ho provato a chiamarli,
ma parlavo al silenzio.

Poi un'onda mi ha travolto,
era il bacio dei sospiri
di tutti gli amori.

domenica 23 settembre 2012

GUARDATEMI MENTRE VI SORRIDO

Gli occhi sono ferite profonde,
e gli sguardi, il sangue che
sgorga impietoso.

Trasparenti come l'acqua più pura,
talvolta torbidi,
come uno stagno dopo le piogge.

Guardatemi quando vi sorrido,
perchè potrei regalarvi la mia
immagine di voi stessi.

Guardatemi anche quando verso 
qualche lacrima,
perchè i frammenti di trasparenza che
avrò fra le mani,
saranno vostri.

venerdì 21 settembre 2012

SORPRESE

Quando guardo l'amore,
lo vedo in tutte le sue forme umane.
Lo allevo come un neonato,
e gli tengo la mano nella vecchiaia.

Eppure è un'illusione,
perchè sono io che devo essere 
allevato, e il vecchio.

Io ho bisogno di lui,
non lui di me.
Io lo immagino per poter
fingere di toccarlo.

Posso sentirlo, pero'.
I suoi "buongiorno" agli amanti,
il suo "arrivederci" ai cuori
saturi e annoiati.

Le parole che esso consiglierà
agli amici: "Ditegli di non soffrire,
che avrà un'altra occasione,
qualsiasi sciocchezza voglia sentire.
Ma non promettetegli che tornerò,
perchè quando succederà,
dovrà essere una sorpresa".

MI HA SFIORATO DENTRO

Quel fulmine che toglie la vita
per qualche istante, mi ha
sfiorato dentro.

Il pensiero che potrei farti del male,
che potrei farti soffrire, mi mangia
con la lentezza di chi non ha fame.

Perchè so che in ogni mio intimo
segreto, ci sei tu.

So che ogni battito del tuo cuore
è il mio respiro, e la maledizione
della mia poesia.

mercoledì 19 settembre 2012

TI HO AMATA

Ho amato il tuo viso,
poichè ho perduto il mio sguardo in esso.

Ho amato l'odore della tua pelle,
poichè era il profumo del caso.

Ho amato le tue braccia, e le tue mani,
mentre mi strangolavo nell'assenza 
di intense emozioni.

Ho amato il tuo corpo,
poichè è stata la stella che mi ha illuminato.

Ho amato i tuoi passi,
poichè hanno lasciato tracce
sulla terra del mio cuore.

Ti ho amata,
poichè ho creduto di non poter più amare.

martedì 18 settembre 2012

OGNI TANTO SOGNO

Ogni tanto sogno,
per galleggiare felice nei miei mondi.

Sogno,
per ascoltare quelle parole che la gente
non dirà mai.

Sogno,
per far sapere a chi amo che, a volte,
ho dimenticato di parlare.

Sogno,
per ricordare il passato che cambia
il futuro di tutti.

Sogno gocce d'amore,
per combattere i momenti
d'affollata solitudine.

Sogno l'impossibile,
per sfuggire alla sofferenza dei sogni
che non s'avverano.

lunedì 17 settembre 2012

QUEL VISO SPACCATO A META'

Se tu sapessi come io amo,
torneresti fra quelle anime nascoste e
rivelate dalla leggera danza
dei miei ricordi.

Ho amato quel viso spaccato
a metà dai tuoi occhi tristi e
dal sorriso sulle labbra.

Ci penso spesso,
mentre cammino scalzo per
non sentire, e perdere 
ogni traccia di me.

giovedì 13 settembre 2012

ESISTONO AMORI

Esistono amori che vivono sott'acqua,
appagati negli sguardi dei pesci in fuga.

Esistono amori bagnati dalle lacrime
di chi ha dimenticato d'aver sorriso.

Esistono amori che la sofferenza confonde,
amori decorati con gli allori della nobiltà passata.

Esistono amori nati umili,
che cercano forza nella fragilità.

Esistono amori di sabbia,
spazzati via dal primo vento.

Esistono amori degni d'esser solo respirati.

lunedì 10 settembre 2012

L'ARMONICA SOLITUDINE DI CHI AMA

L'amore che ode la mia voce
assomiglia alle bianche 
mura di casa.

Nasce, vive e muore silenzioso.
Lo ritrovo nell'armonica
solitudine di chi lo ama,
circondato da un'aura di
parole sconosciute.

Esse si abbattono come asteroidi
sui fragili scudi della mia passione.

mercoledì 5 settembre 2012

MISERABILE SALVADANAIO

Il suono dei pensieri è
quello di un miserabile
salvadanaio agitato fra
le mani di un bambino.

Lieve è il dolorante
tintinnio circondato da
inquieti silenzi.

Assordante è il peso
della noia di chi rimugina.

lunedì 3 settembre 2012

SE POTESTE VEDERMI

Se poteste vedermi per ciò che sono,
notereste un'ombra consumata dalla carne.
Il cuore e la mente non mi hanno
mai chiesto permesso.
Li ho ascoltati, serviti, amati.
Sono stato testimone della gioia e del dolore.
Li ho protetti,
mentre li sentivo correre sulla strada
bagnata dalle mie lacrime,
versate per le loro dimenticanze.

venerdì 31 agosto 2012

RESPIRI DELLA NOTTE

Il tuo viso ringiovanisce fra le
ferite della piacevole nostalgia.
Sale il tuo profumo di donna amata, e
l'infinito inganno riporta al cuore i
respiri della notte.
Così posso sentirti vicina.

UNA ROSA SENZA SPINE

Eri nuda,
indifesa, colta da una mano
liscia e insensibile.

Il tuo cuore,
non ancora schiuso,
era attorniato da petali cadenti.

Ho visto in te
l'illusoria bellezza.

giovedì 9 agosto 2012

SFUGGENTE SOLITUDINE

Non saprò mai raccontarti il
mio mondo interiore, poichè è
una solitudine sfuggente,
libera come l'acqua.

Mi sforzo, verso lacrime
fra le mani a coppa dell'anima,
ed esse evaporano, lentamente,
timide e timorose.

Un giorno provai a stringerle
nel pugno, e si dispersero
negli occhi di un'indifferenza
arida come l'aria che
raggrinzisce la pelle.

mercoledì 8 agosto 2012

NOMADI SOGNI D'AMORE

Ti vedo volare veloce,
nel cielo di uno sguardo appena.

Meravigliosa, 
come una solitaria nuvola passeggera che,
decisa, si nasconde dietro l'alta collina,
porta del nuovo orizzonte.

Dimmi da dove vieni,
da chi scappi, dolce essere.

Raccontami il luogo del tuo avvenire,
così da poter appoggiare la testa sul cuscino
del più nobile sentimento, di nuovo.

lunedì 6 agosto 2012

FRA IL MIO SGUARDO E IL TUO

E' ciò che risiede nel mezzo fra
il mio sguardo e il tuo.
Non è una nascita, ma un involontario
incrocio di grandi e intimi segreti,
ignoti perfino a noi stessi.

Il mio non l'avrò indietro.
E' custodito nell'ampolla d'acqua 
fresca del caso.

Povero è l'uomo che confonde 
l'innamoramento con l'amore,
poichè perderà entrambi.

Non vedrà quella mano immersa e
intenta a svelare il suo segreto.
Non udirà la voce che
vorrà svelarglielo.

CICALA DELLA NOTTE

E' un gioioso bisbigliare.
Silenzioso di giorno, cicala della notte.

Amo i tuoi profumi, il tuo respiro,
i tuoi sguardi incerti.

Piu' tempo passa, piu' mi allontano
dal desiderio di poterti vedere in
tutta la tua bellezza.

Mentre aspetto la notte per sognarti ancora.

ATTIMO E ATTESA

Quando mi lasci solo per qualche istante,
penso alla bellezza che si consuma
in quell'attimo di solitudine.

Osserverò quel fiore mosso dal vento,
un calmo oscillare di emozioni mi
mostrerà il suo significato.

E' così delicato quest'ultimo.
E' fragile, come le immagini nate in sogno.

Saprò maneggiarlo bene?
Affinchè l'attimo non si trasformi in attesa, e
l'attesa non trasformi l'oscillare del fiore 
nell'inquieta speranza che spinge a
cercare acqua in una terra secca.



domenica 22 luglio 2012

LA FRECCIA DI CUPIDO


Ti ho portata nel cuore 
per tanto tempo.
"Freccia di Cupido".
Questo è il tuo nome.

L'ho scelto io,
dopo averti concepita.
La tua punta affilata è
stata sangue di felici dolori.

Come un vampiro
ho succhiato le mie ferite,
e quelle dei pazzi.
Per nutrirti ancora.

Finchè la lacerazione
divenne fatale.
Allora, Freccia di Cupido,
ti ho scagliata violentemente
verso ciò che di più grande e
bello si erigeva lontano
dallo sguardo.

Sei libera, ora.
Ti ho data via per nulla in cambio.
E' inestimabile il valore di
chi hai colpito.

sabato 21 luglio 2012

SUL VISO DI CHI AMI

I venti gelidi ti sfiorano,
ti colgono di sorpresa in
quelle giornate senza vento.
E' il momento di chiudere
gli occhi, di proteggere 
l' immagine di chi ami.
Falla parlare della grande e
imperfetta storia d'amore,
strappale un sorriso,
talvolta una lacrima.
Un tiepido alito di vento
colmerà qualche piccola distanza.
Renderà indefinibile l'amore,
porterà nuovi sorrisi,
e quella lacrima non ghiaccerà
sul viso di chi ami.


venerdì 20 luglio 2012

IL LUCCIO, IL LAVARELLO E LA TROTA FERITA

Era una giornata come le altre per gli abitanti delle acque del Ceresio.
Solo un'altra giornata vissuta nel dubbio che contraddistingue la noia della preda e del predatore.
Un lavarello nuotava annoiato al centro del lago, in superficie, incurante dei falchi in caccia.
Non aveva mai conosciuto i propri limiti, poichè mai si era spinto oltre la propria tana.
Decise di provare.
Voleva avvicinarsi alle montagne, dove le acque sono più chiare.
Durante la breve gita, incontrò uno strano pesce che gli rivolse uno sguardo appena stupito.
Era una grossa trota che portava ferite fresche sulla livrea argentata.
" Chissà cosa aveva da guardarmi così"-disse il lavarello, per nulla intimorito-"Le trote sono codarde, si sa.
I deboli non parlano".
Era ormai arrivato, si diresse verso alcuni confortevoli canneti.
Mentre si godeva il meritato riposo, orgoglioso di se stesso, il lavarello vide avvicinarsi un'ombra sempre più grande.
Era il Re del Ceresio e di tutti gli altri laghi, padrone delle acque basse, il luccio.
"Cosa ti ha portato qui, arrogante pesciolino?"-disse il luccio-"Non sai chi sono, evidentemente".
"E' vero, non so chi tu sia, ma posso affermare tranquillamente che questo lago non è tuo".
Rispose il lavarello.
"Io vivo qui, pero'."-disse ancora il luccio, poi aggiunse-"Non discuterò ancora con te, piuttosto dimmi se da queste parti hai notato una trota ferita, mi è scappata per un soffio".
"Si! L'ho vista da poco, gironzolava con aria triste e bastonata, come una povera e debole creatura".
Il luccio rimase in silenzio, fissando il lavarello.
Poi prese parola.
"Cos'avrebbe mai dovuto fare una trota di fronte a me, se non cercare con tutte le sue forze di mettersi in salvo? Già ci sono i forti a parlare fin troppo.
Mi accontenterò di un misero pasto oggi".
Il lavarello si trovò ben presto tra le fauci del luccio, che attendeva un'ancor più misera digestione.

domenica 15 luglio 2012

PASSATO OLTRE

Già passato oltre.
Guardo, ormai da spettatore,
le case di nebbia della non 
più mia gente.

Fumo di un incendio spento.
Ammiro il fascino del verso
umano, ricordo le inquietanti e
silenziose parole vuote.

venerdì 13 luglio 2012

STORMO DI RONDINI

Guardo questi vestiti che indosso,
sono come scudi opposti ai
silenziosi giudizi.
Penso al tuo sguardo con una
leggera vena di malinconia.
Passano veloci le immagini,
troppe, come le parole che
non ho trovato.
Sono cieco, muto, sordo.
Così leggero da raggiungere uno
stormo di rondini in volo,
come si fa nei sogni.


martedì 10 luglio 2012

LA REGALITA' DEI CASTELLI ABBANDONATI

Cammino tra la folla in festa,
immerso in tiepidi ricordi
di gioie passate.
In un breve momento,
vedo quanto penosa sia stata
la tristezza di ieri.
Scopro, negli occhi sorridenti,
la regalità dei castelli abbandonati.

lunedì 2 luglio 2012

DIMENTICANDO MOMENTI DI VITA

Non ricordo il giorno in cui
ho iniziato a ricordare.
Mancano le immagini,
mancano le persone,
manca un po' della mia vita.

Ho guardato fotografie di
momenti in cui ero solo
una presenza, momenti che
non mi sono davvero appartenuti.

Vedere e dimenticare,
basta un attimo.
Quando si dimentica,
si dimentica per sempre.

E' così breve la vita
dei ricordi, talmente breve che
la nostalgia di un secondo
passato silenziosamente,
si scontra  con il mio
nascere e morire,
minuto dopo minuto.

CON LA FRAGILITA' DI UN FIORE MOSSO DAL VENTO

Con la fragilità di un fiore
mosso dal vento, mi
incammino verso luoghi
non ancora pensati.

E' così lunga una strada
buia, e gli ostacoli nascosti
sono luci che illuminano
ogni mio passo insicuro.

Mi guardo intorno e
un dubbio mi travolge,
come il vento con l'ultimo
fiore autunnale.


venerdì 29 giugno 2012

L'UOMO CHE NON RIESCE A VEDERSI IL NASO

La mia vita è stata un viaggio.
Sono vecchio ora, e così pieno di ricordi, alcuni dei quali non so neanche se siano reali o soltanto frutto dell'immaginazione di una mente stanca come il corpo.
Ho visto i posti più belli del mondo, conosciuto gente che non sapevo esistesse.
Per non parlare poi degli animali dalle forme più strane, dai colori pù belli.
Mi sono incoronato Re di ogni città per cinque minuti.
Ho sovrastato Parigi dall'alto di Notre Dame, osservando quei piccoli puntini impegnati a dar vita ad un caotico e continuo movimento, le persone.
Sulla punta dell'Everest  ero Padrone del mondo, le cementificazioni umane parevano  alveari, perfino attraverso le lenti del mio binocolo.
Sono stato Dio per una sera, ho parlato con gli Spiriti del Popolo Sioux, in America.
Ora, che faccio a stento quattro passi nel giardino di casa mia, ho capito la maledizione.
La vista non mi ha mai permesso  di  diventare anche solo una delle cose che ho scritto, nè un Re, nè il Padrone del mondo, nè Dio.
Non ho mai toccato quei  piccoli puntini, non ho assaggiato il miele degli alveari e non sono più tanto sicuro di aver parlato con gli Spiriti.
Visioni troppo lontane.
Non ho mai visto il mio naso, che si trova appena sotto gli occhi.
Esistono gli specchi, è vero, ma non servono la mia vanità.

giovedì 28 giugno 2012

LUOGHI AFFOLLATI

In un luogo affollato, 
scambiai le voci della gente con 
un leggero e penetrante brusio.
Chinai la testa come un ubriaco
in cerca di se stesso, la voglia di 
silenzio andò a sostenere
l'improvvisa pesantezza.

Liberi e mai stati così deboli,
vagarono senza una meta,
i miei pensieri.
Una lacrima si espanse sul
dorso della mia mano come
una bruciante immagine della mente,
lasciando piccoli vuoti di felicità.



lunedì 25 giugno 2012

IL TEMPO DEGLI SPECCHI

Legato ad una terra più fragile
di un respiro, lascio sciogliere
i miei colori, espandendoli in
un piccolo campo di sterpaglie.


Li vedo scorrere giù per le
gambe, lenti come la corrente
di un fiume immenso, accucciati,
ora, ai piedi di una vita che non 
è già più mia.

E' il tempo degli specchi,
così veri nella loro natura,
falsi come l'immagine riflessa
da un vetro frantumato.


venerdì 22 giugno 2012

ALLA DONNA

Apro gli occhi e ti scopro addormentata,
col viso rivolto alla  finestra, dalla quale
spuntano i primi, deboli raggi di un
sole non ancora nato.

Così, come un bisognoso animale da
compagnia, annuso una ciocca dei
tuoi capelli con la delicatezza che
si deve usare con il più fragile e
delicato tra i fiori.

Prossimo a partire, è calmo il respiro,
pesante il cuore.
Gli occhi intorpidiscono di fronte al solo,
vitale desiderio di restare.

Guardando fuori, saprai che laggiù,
oltre la tua finestra, ti sto amando.
Mi sento lontano, anche nell'attimo che
separa la mia veglia dal tuo sonno.

giovedì 21 giugno 2012

LE PAROLE DELLA GENTE

A voi mi rivolgo,
così fini, così subdole
nella vostra invisibilità.
In volo, come insulsi
parassiti attaccate alle
spalle, erodete con la
lentezza dell'agonia le
poche mura rimaste.

Partorite troppo velocemente,
all'ombra di un giorno
che non ricordo.

La gente, sfiancata, cammina
piegata su se stessa.
Cieca di fronte all'uomo,
resa sorda dagli scherzi
della memoria.

domenica 17 giugno 2012

SOLTANTO UNA GOCCIA

Quel maledetto amore che
risveglia l'attimo triste,
a lui va il mio pensiero,
a lui il mio cuore.
Del suo nettare, bevo
soltanto una goccia,
inebriante come l'emozione
più pura, e la più scandalosa.
Erranti desideri guidano i
miei lenti e nomadi passi.
Quel maledetto amore,
più forte ogni giorno che passa,
così fragile nella sua fierezza.

martedì 12 giugno 2012

QUEL LEGGERO AMORE

Adagiato dolcemente a terra
da un venticello che preme le
 corde del cuore, mi scopro il viso,
segnato da un livido indolore.
I miei pensieri, schiavi di quel
leggero amore, muovono la
passione con l'impeto di una
mosca nella ragnatela.
Vedo tante strade da prendere,
e le nuvole sopra di me danno
una forma al passare del tempo.
 Con la stessa leggerezza di cui
 è composto, il venticello mi riporta
i tuoi sorrisi  e ogni tua lacrima,
rendendomi così magnificamente
pesante.


lunedì 4 giugno 2012

L'UOMO E IL GUFO

Se lo ricordava bene quel giorno, la mattina del suo primo volo, la prima volta fuori dal nido.
Fu molto breve il tragitto, quasi un saltello da un ramo all'altro dell'albero.
Abbracciava quel pensiero ogni volta che si sentiva annoiato, imprigionato nelle abitudini che la vita gli imponeva.
Il gufo aveva ormai imparato a volare, conosceva talmente tanti trucchi che non sentiva nemmeno più le correnti d'aria che andavano a sostenerlo, le sfruttava inconsciamente, perdendosi il gusto di farlo.
Questa è la grande pecca dell'abitudine, il piacere che svanisce piano piano.
Un pomeriggio, mentre era in cerca di qualche topino da mangiare, il gufo sentì una fitta all'ala destra, un dolore molto forte prese il sopravvento.
Si sentì cadere, come mai gli era successo prima.
Non riusciva più a volare, la sua leggerezza non gli impedì di cadere a terra, in mezzo agli alberi di quel bosco che era la sua casa.
Mentre cercava di capire cosa fosse successo, si trovò davanti un uomo con un lungo oggetto tra le mani, un oggetto che sapeva far molto rumore.
L'uomo, con molta tristezza,  raccolse il gufo da terra e gli esaminò l'ala ferita.
Poi disse.
"Mi dispiace tanto piccolo gufetto, non avrei mai voluto colpirti. Ti ho scambiato per un fagiano, di cui mi nutro e vado ghiotto. Ti porterò a casa mia, dove potrò proteggerti e curarti nel migliore dei modi, e ti libererò quando sarai guarito completamente."
Il gufo, ancora spaventato, accettò la proposta dell'uomo, fidandosi del suo buon cuore.
Venne messo in una gabbietta, curato ogni giorno, nutrito a sufficienza per fargli recuperare le forze.
Eppure non era felice, sentiva la mancanza del suo mondo, del bosco, del vento, del cielo in cui volava.
Soprattutto, ebbe modo di accorgersi dei grandi limiti della libertà dell'uomo.
Non riusciva a comprenderli nel profondo, ma vedeva, negli occhi di chi lo stava curando così amorevolmente, la stessa noia e il bisogno di fuggire che egli conobbe così bene, tanto tempo prima.
 Si rivolse all'uomo.
"Ma perchè bramiamo così tanto la libertà?
Non esiste concetto più stupido.
Tanto, ci rinchiudiamo da soli nei riti e nelle abitudini che ci rassicurano, e ci dimentichiamo di vivere per la paura di perdere tutto, anche noi stessi".
L'uomo ascoltò, e sentì, in quelle parole, il racconto di una vita.
Poi rispose.
"E' vero, hai ragione.
La libertà è qualcosa di talmente grande che viene difficile pensarla o immaginarla in una volta sola.
Ci vuole tempo per sognarla e per imparare a trattarla con delicatezza.
E' bella proprio per questo, penso.
Ricordati che ci è consentito varcare i suoi confini soltanto con la fantasia!
La noia e l'abitudine  rappresentano il prezzo da pagare per godere di ciò che abbiamo.
Quando sarai pronto a spiccare il volo, mi piacerebbe che portassi con te uno dei miei occhi.
Sapresti ciò che proverebbe un uomo se potesse volare.
Tu, in cambio, potresti donarmi la tua penna maestra.
Così, se mi venisse voglia di fuggire, potrei puntarla verso il cielo, e, ad occhi chiusi, volare via".





martedì 29 maggio 2012

RICORDO D'AVER DETTO "TI AMO"

Come il fulmine che spacca
a metà l'albero dal tronco
più duro, il ricordo d'aver
detto " ti amo".
Lo sguardo nei miei occhi, 
nascosto solo a me stesso,
tradiva il cuore già emozionato
da un istante d'eternità.
Mille battiti scandivano i
secondi di un tempo
che non doveva passare mai,
che non volevo veder passare mai.
Così, mentre respiro il fumo
dell'incendio divampato dentro
di me, ricordo d'aver detto
"ti amo".

domenica 27 maggio 2012

NON CADRO' DI NUOVO

Oh! Non cadrò di nuovo,
troppo male sono stato l'ultima
volta che è capitato.
Me ne staro' qui, seduto
in un campo di tulipani,
rossi come il sangue che
ho versato, e che essi,
ancora, continuano a 
versare al posto mio.
Non cadrò di nuovo,
il vento ferirà il tempo
con la potenza di una 
fredda falce.
Vedrò i tulipani rimanere
rossi, almeno fino a domani.
Mi costringo a non cadere,
mentre penso a come
potermi rialzare.

giovedì 24 maggio 2012

QUANDO LA DONNA RUBO' IL CUORE DELL'UOMO

Capitò la sera in cui l'uomo e
la donna videro il primo
tramonto e l'avanzare della
notte a passo veloce.
Erano in due ad aver paura,
e un bacio ogni tanto era come
una goccia d'acqua su un
fuoco che rischiava follemente
di bruciare i loro sogni del domani.
L'uomo si chiese se mai avrebbero
visto ancora la luce, e sentito sulla
pelle il calore del tempo senza fine.
La donna amò, come mai aveva
amato prima, dei piccoli fiori
bianchi, immobili vicino a lei.
Non furono mai così belli
come quella sera.



domenica 20 maggio 2012

SIC ET SIMPLICITER

Erano tutti lì, affacciati ai balconi del Paradiso, gli Angeli.
Seguivano con attenzione le frivole vicende dell' Umanità, su cui erano posate milioni di altrettanto frivole preghiere.
Tutti ordini che arrivavano dal basso, esasperati , e che andavano eseguiti.
Le voci dei ragazzi adolescenti desiderosi di farsi la prima scopata, la gioia e la disperazione dei tifosi per la loro squadra o, più comunemente, la semplice noia di una persona che ha fatto carriera troppo velocemente.
Un gran numero di preghiere che pretendono la stessa, concreta risposta.
Dio avvertì qualcosa di strano, ad un certo punto.
Erano come frecciate di malumore che lo colpivano dal basso verso l'alto.
Qualcuno dei Suoi non stava svolgendo il proprio compito.
Si girò verso la sala più bella del Paradiso, quella abbellita con i pensieri d'amore e da qualche divano, leggero e fragile come soltanto una nuvola può essere.
Si girò e vide San Teodoro di Amasea con la testa china.
Si toccava gli occhi con l'inequivocabile gesto di chi avrebbe voluto asciugarsi le ultime lacrime scese a rigare il viso, senza lasciar traccia alcuna.
Ma si sa, gli occhi sono gli specchi del cuore, non è così facile nascondersi.
Soprattutto in quel Luogo.
Dio se ne accorse, e come un padre premuroso si rivolse a San Teodoro.
"Cosa non va, San Teodoro? Quale pena ti costringe qui da solo, immerso nei tuoi pensieri?"
Allora alzò la testa, dubbi e domande senza risposte gli disegnavano in faccia l'immagine della tristezza già sfogata nel pianto.
Poi rispose.
"E' capitata una brutta cosa nella città della quale sono Patrono.
Nonostante la loro intensità, le preghiere di quella gente mi sono arrivate così flebili all'orecchio, non sono riuscito ad ascoltarle e, di conseguenza, non ho potuto far niente di veramente utile.
Ma non è solo questo, il discorso, in realtà, è molto più ampio e profondo.
Mi chiedo quale sia il mio compito, anzi, quale sia il compito di noi tutti, Santi e Angeli, se non sappiamo neanche ascoltare una voce isolata, se diamo più importanza ai numeri piuttosto che all'intensità".
Una lacrima gli bagnò di nuovo il viso.
" Vedi"-rispose Dio-"sono gli Uomini quelli che noi serviamo. Pensiamo come loro, parliamo come loro, agiamo come loro, assolviamo i loro peccati di fantasia.....nella speranza di poter cambiare... insieme a loro".

sabato 19 maggio 2012

QUANDO TI BACIO

Succede sempre così,
mille pensieri corrono veloci
nella mia mente, confusi e
davvero poco chiari,
come un gregge di pecore
assalito e spaventato dal lupo.

Sempre così, quando ti bacio.

E' il momento dell'emozione
nata per caso, ancora troppo
giovane per musica e parole.
Cresce in fretta, più in fretta
di quanto io voglia immaginare.
Non serve una voce da ascoltare,
a volte da ricordare, perchè domani
sarà già volata via.

Sempre così, quando ti bacio.

 Quell' attimo, ormai in altri luoghi,
lascia i semi dei suoi fiori nei
terreni fertili del cuore.
Nasce qualcosa con un nome,
con dei colori, con una voce.
Ed è come parlare alla
persona che ami.

Sempre così, quando ti bacio.

lunedì 14 maggio 2012

L'INGENUITA' DEL TEMPO

Arriverà il giorno in cui
uno specchio cambierà i
contorni di ogni singola vita,
il giorno in cui le speranze e
le paure senza compleanno
invecchieranno nello stesso,
silenzioso paesaggio di oggi.
E' un disegno che inganna
il tempo per qualche istante,
imprigionato nel presente.
Le foglie rimarranno in volo e
gli alberi non vedranno arrivare
l'inverno che li minaccia.
Così ingenuo il tempo, a volte.
Privo di fantasia nelle piccole cose.
Beffato e deriso perfino dalla
dalla presunzione di poter placare,
ignorandolo, un amore lontano che
avrebbe potuto essere e non è stato.

sabato 12 maggio 2012

DOMANI, FORSE...

Domani, forse...
domani scriverò la canzone
più bella, la canzone che
nessuno ti ha dedicato mai.
Sarebbe così semplice,
se riuscissi a non pensare
ai tuoi occhi, se i miei vestiti
non avessero il tuo profumo.
Domani, forse...
domani scriverò la canzone
perfetta, la canzone senza 
memoria di ieri.
Passerebbe in un attimo,
la notte, se il tempo insieme
a te non fosse stato qualcosa
in più di un momento.
Domani, forse...
domani scriverò la canzone
che tanti hanno già cantato,
la canzone che dura meno
di un momento.
Sarebbe una poesia,
se avessi saputo perdere, con te,
tutte le mie parole.

giovedì 10 maggio 2012

SCRIVEVA D'AMORE

Scriveva, d'amore, le storie
più belle, parole cercate e
trovate nei sogni dell'adulto
rimasto bambino.
Le uniche adatte,
le ultime rimaste.
Era la malinconia, la ricerca
di qualcosa che non gli
apparteneva, riposte in
un cuore fragile.
Scriveva, d'amore, le storie
più belle, parole così stupide e
chiare, la voce del primo amore,
quella sera d'estate.
Parole mai dimenticate.
Storie nate nell'inconscio,
vive nei sogni dell'uomo
che scriveva d'amore.

martedì 8 maggio 2012

NATO SOTTO UN VENTO DI PAROLE

Nato sotto un vento di parole,
sussurri nella mia mente.
 Brividi lungo la schiena
scuotono  le pagine di una storia
scritta da  mano fresca e vellutata.
L'aria accarezza appena la mia
pelle, sfiora le mie guance,
come si fa con tutto ciò che 
amiamo di più al mondo.
Corre dal neonato, il vento,
corre a portargli pensieri di
speranze senza voce,
 per poterli vedere liberi
al primo vagito,
nel silenzio dell'uomo che per primo
li ha concepiti.
E' un vento stanco, pero', appesantito
da sogni lunghi una notte,
rallentato da desideri
troppo intensi.





lunedì 7 maggio 2012

CINICI E SOGNATORI IN AMORE E ODIO

"Ti invidio davvero, fratello mio."
Disse così  l'Amore, rivolgendosi al suo amato fratello, l'Odio.
"Riesci sempre ad ottenere ciò che vuoi, rimani calmo quando prendo il sopravvento entrando nelle case dei sentimenti di cui tu stesso ti nutri così avidamente.
Penso sia una questione di personalità, fascino o chissà cos'altro che non rientra nelle mie corde ".
Era serio, l'Amore, preoccupato per il suo avvenire, amareggiato al pensiero di poter esser messo da parte.
I suoi occhi erano lo specchio di un'inquietudine che gli stava corrodendo l'anima, parola dopo parola.
"Forse non riesco a soddisfare i desideri degli Uomini, oppure sono uscito dai loro sogni silenziosamente, così silenziosamente da non essermene nemmeno accorto.
Sono confusi e pensano di soffrire meno non prestandomi ascolto.
Così facendo, sbiadirà il ricordo delle mie forme e  gli sforzi per effondere l'essenza  nei loro corpi saranno vani."
L'Odio ascoltò attentamente il discorso del fratello, inconsciamente inebriato da quella magnifica dimostrazione di dolore.
Poi rispose.
"Mi preoccuperei se accadesse il contrario, fratello mio".
Parlava con una voce profonda, calda e rassicurante.
"Vedi, io mi nutro di rancori e dolori altrui perchè non sono capace di gestire i miei, li tengo buoni con due o tre zuccherini al giorno.
E' facile, poichè è semplice e chiara la mia natura.
Non lascio spazio al dubbio, evito gli sguardi per potermi insinuare velenosamente nei cuori di chi sogna poco e immagina troppo.
E per sembrare più credibile, divulgo il legame di sangue che ci rende fratelli.
Non è questione di personalità, ma di comodità".







mercoledì 2 maggio 2012

IL PASSATO ANCORA PRESENTE

Rimbombano nella mente
i suoni e le voci del passato
ancora troppo presente.
Echeggiano le urla
dell'Inquietudine
in ogni oasi del deserto
che circonda le mie mura.
O Spiriti del Riso e della Sofferenza!
Servi del cuore, fedeli difensori
dei cancelli della mia anima,
combattete!
Scapperò verso una nuova
fortezza, inseguito dai
ricordi del presente.


martedì 1 maggio 2012

LA PATRIA DELL'ARTISTA

Un mondo abbellito ed irreale,
ecco la patria dell'artista.
Le emozioni e i sentimenti
estremi sono i fiori del suo
giardino, i frutti di un albero.
Non esiste  gloria in un singolo
giorno, nè tristezza materiale.
Non gela il paesaggio del pittore,
e il poeta imprime stabilità ai versi,
contrapposti al suo nomadismo.
Se ne va in giro,
consapevole dei pericoli che
quel mondo nasconde
così bene.

venerdì 27 aprile 2012

RITORNO A BABILONIA

Ritorno a Babilonia
ricordando la punizione
divina e la maestosità
della Torre di Babele.

Sono libero,
l'espiazione del peccato
è ormai avvenuta.
I pochi mattoni rimasti
toccano il cielo soltanto
nella mia mente.

Osservo i gesti degli uomini,
nuovi linguaggi universali.
Non si lavora più l'argilla,
nessuna sfida in atto verso Dio.

Torno a Babilonia
e vedo che niente è cambiato.
Solo qualche Torre immaginaria
fa da sfondo ad una nuova e
silenziosa superiorità.






giovedì 19 aprile 2012

L'ECO DELL'AMORE RIMASTO INDIETRO

Come un cane da caccia
fiuto i tuoi passi.
Li ascolto, lontani un
giorno di distanza.
I sospiri arrivano a me,
intrisi di quella forza
che solo la pena può donare.
Grida forte!
Così potrò immaginare di
aver incrociato il tuo sguardo.
Pesta con tutta l'anima la
terra sotto i piedi!
Così le orme profonde mi
daranno speranza e ti
sentirò più vicino.
Continua a respirare!
Finchè l'eco di cui sono
composto potrà nutrirsi
della distanza che ci separa.





giovedì 12 aprile 2012

SE CHIUDI GLI OCCHI

Se chiudi gli occhi,
vedrai le pagine bianche
di un libro che nessuno
ha scritto.
Chiudili bene, mi raccomando,
così il mondo potrà nascondersi
per qualche minuto.
Sarai cieco verso ciò che
consideri ingiusto,
mentre ascolti l'eco
della poesia mai scritta.
Le stesse parole che, un giorno,
ti augurarono di non dover
soffrire troppo, di piangere
per gioia e orgoglio.
Le stesse parole che, ora,
bruceranno i tuoi piedi se
varcherai il confine che
separa la sofferenza dalla
troppa sofferenza,
lasceranno libero sfogo
a quella gioia che scioglie
l'orgoglio in se stessa.
Se chiudi gli occhi,
il nascondiglio del mondo
ti darà le risposte,
ti aprirà il cuore invece
di stringertelo.



sabato 7 aprile 2012

FONDAMENTALISMI, TRADIZIONI E CULTURA

Ci siamo avvicinati a questa Pasqua ancora con le stesse domande, gli stessi dubbi riguardanti la "tradizione" e le stesse ipocrisie delle Pasque passate.
In fondo è cambiato davvero poco rispetto a duemiladodici anni fa, abbiamo spostato soltanto gli obiettivi da colpire e da comprendere.
E' un periodo molto particolare, per me, questo.
Si ribalta, confondendosi, il mio pensiero che vede la Tradizione come mamma della Cultura e nonna del Fondamentalismo.
Non ho capito niente.
Solo ora mi accorgo che il Fondamentalismo è rimasto solo al mondo, disconosciuto come nipote e orfano di madre.
Per questo motivo è così pericoloso.
E' un bambino che non conosce rimproveri, triste per non aver mai parlato con i suoi famigliari più stretti, aggrappato ad un fragile ramo di libertà.
Un tipetto molto egocentrico, si nasconde bene negli angoli poco luminosi e non sa che il mondo è pieno di suoi fratelli gemelli.
Comunque non gli interessa conoscerli.
E' molto sveglio, ma non può frequentare la scuola.
Autodidatta, spirito rivoluzionario votato all'utopia.
Vede solo due colori, il bianco e il nero, la tonalità dei grigi non ha alcun significato.
Sorride e piange nello stesso momento, e non ne comprende il motivo.
E' un bimbo che non conosce il proprio passato.
Vedete, è proprio questo il problema!
Noi tutti siamo la sua famiglia.
Capostipiti con falsi ricordi e nessuna fotografia.

venerdì 6 aprile 2012

IL ROSSO DEL TRAMONTO

Respiro l'odore del tuo profumo
mentre mi passi di fianco,
 fanciulla sognatrice.
Tu, che non hai più guardato
nessuno negli occhi da quando
hai lasciato la tua casa.
Tu, che nascondi te stessa
dietro il rosso di un tramonto
primaverile, e il tuo valore
in una nube scura che presto 
andrà a confondersi nella notte.
Tu, che cerchi l'amore scrivendo
poesie, e che ne sbiadisci le parole
versando una lacrima su 
ognuna di esse.
Opere d'arte che solo il vento
può firmare.
 Un sospiro ti renderà 
invisibile e inodore.
Non basterà, perchè chi ti ama
non potrà più godersi il 
rosso del tramonto.
Si addormenterà e sognerà
ancora la tua bellezza.




martedì 27 marzo 2012

QUEL SORRISO DIETRO LE DITA

Ancora un sorriso,
ancora nascosto dietro
le dita aperte della
tua mano.

Si confonde nello stesso
fumo che avvolge il
pianto e il riso,
e non capisco quale
dei due ho visto
per primo.

 Ogni tanto
scende una lacrima,
la cui trasparenza riflette
il colore della tua pelle e
va a bagnare i tuoi
fragili fiori.

Quella fragilità che inganna
soltanto i miei occhi.




venerdì 23 marzo 2012

FANTASIE D'ACQUA DOLCE

Era appena iniziata la Primavera.
Se ne stava seduto lì il pescatore, sulla riva del lago, aspettando di divertirsi un po' con qualche stupido pescione che, ogni anno, cade negli stessi tranelli.
Era una Domenica noiosa, comunque.
Passavano le ore e il secchio del pescatore continuava a rimanere vuoto.
Fumava una sigaretta dietro l'altra per ammazzare un po' il tempo, guardando il volo di un nibbio e la sua tecnica di pesca.
Lo invidiava.
-Dio quanto mi piacerebbe vedere in questo momento la punta della mia canna piegata!- disse il pescatore-Potrei far vedere al nibbio che anch'io riesco a prendere un pesce! Ah...è facile per lui, ha le ali, può volare e vedere la sua preda dall'alto, troppo semplice. Non mi abbasserei mai al suo livello, la mia dev'essere una dimostrazione d'intelligenza. Sei ingiusto piccolo laghetto, anche tu doni le tue perle ai porci!-.
-Che delusione- era una voce profonda e armoniosa che proveniva dal centro del lago-Avevo pronta per te una bella carpa, la mia figlia più bella, la regina del mio fondale-.
-Allora regalamela- disse il pescatore- è tutto il giorno che aspetto questo momento!-.
-No, non più ormai, hai dimostrato di non meritartela, e mi sono stancato di sacrificare i miei figli al tuo divertimento! Le tue parole verso il nibbio sono state orribili!-
-Ma non è vero! Il mio è stato solo uno sfogo, non capisco come un essere così semplice possa umiliarmi a tal punto da fregarmi i pesci sotto al naso-.
-Continui a non capire, non è una questione d'intelligenza, non lo è mai stata. E' fondamentale il bisogno.
Non mi interessano le tue odi ai cambiamenti portati dalla Primavera, perchè tu non cambi mai! Anche se pensi di farlo. Sai qual'è l'unica differenza visibile? I vestiti che indossi, che cambiano di stagione in stagione, solo quella.
E se non capisci le mie parole, non potrai capire quelle che escono così facilmente dalla tua bocca.
Non puoi vedere tutte le fantasie che proteggo con tutto me stesso.
Lascio al nibbio i miei pesci perchè possa sopravvivere, egli pesca senza inganni.
Tu, invece, devi ingannare anche per divertirti.
Ora scusa il mio sfogo, torna domani.
In fondo non siamo così diversi io e te.