Sono un tipetto particolare,
oh, molto diverso da voi,
per forma, abitudini e
stile di vita.
Qui in Piemonte vengo
chiamato "Babi",
il rospetto che vive
nell'umido dell'erba e
che esce dalla tana
alla fine dei primi
temporali primaverili.
Questa è la mia stagione,
la stagione degli amori.
Diventano rossi i miei occhi,
lo stesso colore del più bel
fior d'amore, e una piccola
pozzanghera mi aiuta a
calmare l'ardore che proviene
da ogni parte del corpo.
E' davvero difficile spiegarvi
cosa ci accade dentro.
Siete troppo sempliciotti, voi uomini.
Non avete la minima idea di cosa
voglia dire attraversare una delle
vostre strade, spinti dal naturale
desiderio di amare, con la paura
di poter veder svanire
tutto all'improvviso.
Non potete conoscere
fino in fondo l'amore,
perchè le vostre pene,
per quanto mi riguarda,
sarebbero le mie gioie.
Il vostro "morire per amore"
si trasforma in un atto eroico,
libidine per i poeti.
Non per me,
che la vivo come una condizione
da fronteggiare quotidianamente,
vivendo per amore.
E per questa ragione io ti perdono,
povero uomo, ti perdono la
disattenzione e l'inconsapevolezza.
Ti perdono il giorno in cui la tua ruota
mi passerà sopra e continuerai per
la tua strada, per aver messo fine a
qualcosa di veramente grande.
Perchè so che non te ne sarai
accorto e non l'avrai fatto apposta.
Ti capita spesso.
Ora ti faccio una domanda,
rispondi a te stesso, non a me.
I miei cugini ranocchi si traformeranno
in Principi, io mi trasformerò in un Re.
E tu? Tu in che cosa ti trasformerai?