martedì 27 marzo 2012

QUEL SORRISO DIETRO LE DITA

Ancora un sorriso,
ancora nascosto dietro
le dita aperte della
tua mano.

Si confonde nello stesso
fumo che avvolge il
pianto e il riso,
e non capisco quale
dei due ho visto
per primo.

 Ogni tanto
scende una lacrima,
la cui trasparenza riflette
il colore della tua pelle e
va a bagnare i tuoi
fragili fiori.

Quella fragilità che inganna
soltanto i miei occhi.




venerdì 23 marzo 2012

FANTASIE D'ACQUA DOLCE

Era appena iniziata la Primavera.
Se ne stava seduto lì il pescatore, sulla riva del lago, aspettando di divertirsi un po' con qualche stupido pescione che, ogni anno, cade negli stessi tranelli.
Era una Domenica noiosa, comunque.
Passavano le ore e il secchio del pescatore continuava a rimanere vuoto.
Fumava una sigaretta dietro l'altra per ammazzare un po' il tempo, guardando il volo di un nibbio e la sua tecnica di pesca.
Lo invidiava.
-Dio quanto mi piacerebbe vedere in questo momento la punta della mia canna piegata!- disse il pescatore-Potrei far vedere al nibbio che anch'io riesco a prendere un pesce! Ah...è facile per lui, ha le ali, può volare e vedere la sua preda dall'alto, troppo semplice. Non mi abbasserei mai al suo livello, la mia dev'essere una dimostrazione d'intelligenza. Sei ingiusto piccolo laghetto, anche tu doni le tue perle ai porci!-.
-Che delusione- era una voce profonda e armoniosa che proveniva dal centro del lago-Avevo pronta per te una bella carpa, la mia figlia più bella, la regina del mio fondale-.
-Allora regalamela- disse il pescatore- è tutto il giorno che aspetto questo momento!-.
-No, non più ormai, hai dimostrato di non meritartela, e mi sono stancato di sacrificare i miei figli al tuo divertimento! Le tue parole verso il nibbio sono state orribili!-
-Ma non è vero! Il mio è stato solo uno sfogo, non capisco come un essere così semplice possa umiliarmi a tal punto da fregarmi i pesci sotto al naso-.
-Continui a non capire, non è una questione d'intelligenza, non lo è mai stata. E' fondamentale il bisogno.
Non mi interessano le tue odi ai cambiamenti portati dalla Primavera, perchè tu non cambi mai! Anche se pensi di farlo. Sai qual'è l'unica differenza visibile? I vestiti che indossi, che cambiano di stagione in stagione, solo quella.
E se non capisci le mie parole, non potrai capire quelle che escono così facilmente dalla tua bocca.
Non puoi vedere tutte le fantasie che proteggo con tutto me stesso.
Lascio al nibbio i miei pesci perchè possa sopravvivere, egli pesca senza inganni.
Tu, invece, devi ingannare anche per divertirti.
Ora scusa il mio sfogo, torna domani.
In fondo non siamo così diversi io e te.

martedì 20 marzo 2012

IL PASSEGGIATORE NOTTURNO

Ancora a passeggio,
in una notte di sonno leggero e
lampioni accesi, luci forti
solo in un riflesso.

Se ne sta lì,
aggrappato alla semi
oscurità che lo rende
più visibile agli occhi
del mondo.

Nota le differenze
portate dal giro delle
lancette di un orologio,
e  vede cambiare i colori
dei suoi vestiti,
come in un'illusione ottica.

Aspetta di conoscere
qualcosa che arriverà.
Non vede niente ancora,
la notte è lunga e
i lampioni rimangono accesi.

giovedì 15 marzo 2012

AMANTI DI UN URAGANO

Noi, figli del vento,
senza le parole giuste e
con le tasche vuote.

Noi, che del vento facciamo
parte, che ci nutriamo dei
nostri stessi fratelli,
in viaggio anch'essi,
come piccoli cannibali
dal palato troppo rozzo.

Noi, figli e prede del vento,
amanti di un uragano che
non spazza via niente,
illusione di grandezza,
forse poco di più.

Noi, che abbiamo le
stesse abitudini del vento,
che partiamo per mete
sconosciute per dimenticare
ciò che già conosciamo,
e tornarci di nuovo da stranieri.

Noi, schiavi dei riti,
compagni di un vento che
non conosce libertà.




martedì 6 marzo 2012

IN LONTANANZA

Non so neanche se stai ancora
veleggiando, romanticissimo vascello.
Tu che per tanto tempo hai solcato
 quei mari un po' troppo scuri,
alzando la mia bandiera.

Dove ti ha portato 
la bussola, Capitano?
A riposare finalmente  tra le calme
acque del primo porto ben illuminato?
O forse hai  buttato l'ancora
in quella piccola baia?
Sfumatura immersa nella
fievole luce di un ricordo
troppo lontano.

Sono molte le domande
che vorrei rivolgerti,
con il tono che si usa con 
gli amici.
Magari, un giorno, i venti
ti porteranno la mia voce,
e giocheranno di nuovo 
con la mia bandiera.
Ma non so neanche se
stai ancora veleggiando...



lunedì 5 marzo 2012

IL SALTO DEL BABI

Sono un tipetto particolare,
oh, molto diverso da voi,
per forma, abitudini e
stile di vita.

Qui in Piemonte vengo
chiamato "Babi",
il rospetto che vive
nell'umido dell'erba e
che esce dalla tana
alla fine dei primi
temporali primaverili.

Questa è la mia stagione,
la stagione degli amori.
Diventano rossi i miei occhi,
lo stesso colore del più bel
fior d'amore, e una piccola
pozzanghera mi aiuta a
calmare l'ardore che proviene
da ogni parte del corpo.

E' davvero difficile spiegarvi
cosa ci accade dentro.
Siete troppo sempliciotti, voi uomini.
Non avete la minima idea di cosa
voglia dire attraversare una delle
vostre strade, spinti dal naturale
desiderio di amare, con la paura
di poter veder svanire
tutto all'improvviso.

Non potete conoscere
fino in fondo l'amore,
perchè le vostre pene,
per quanto mi riguarda,
sarebbero le mie gioie.

Il vostro "morire per amore"
si trasforma in un atto eroico,
libidine per i poeti.
Non per me,
che la vivo come una condizione
da fronteggiare quotidianamente,
vivendo per amore.

E per questa ragione io ti perdono,
povero uomo, ti perdono la
disattenzione e l'inconsapevolezza.
Ti perdono il giorno in cui la tua ruota
mi passerà sopra e continuerai per
la tua strada, per aver messo fine a
qualcosa di veramente grande.
Perchè so che non te ne sarai
accorto e non l'avrai fatto apposta.
Ti capita spesso.

Ora ti faccio una domanda,
rispondi a te stesso, non a me.
I miei cugini ranocchi si traformeranno
in Principi, io mi trasformerò in un Re.
E tu? Tu in che cosa ti trasformerai?