martedì 29 maggio 2012

RICORDO D'AVER DETTO "TI AMO"

Come il fulmine che spacca
a metà l'albero dal tronco
più duro, il ricordo d'aver
detto " ti amo".
Lo sguardo nei miei occhi, 
nascosto solo a me stesso,
tradiva il cuore già emozionato
da un istante d'eternità.
Mille battiti scandivano i
secondi di un tempo
che non doveva passare mai,
che non volevo veder passare mai.
Così, mentre respiro il fumo
dell'incendio divampato dentro
di me, ricordo d'aver detto
"ti amo".

domenica 27 maggio 2012

NON CADRO' DI NUOVO

Oh! Non cadrò di nuovo,
troppo male sono stato l'ultima
volta che è capitato.
Me ne staro' qui, seduto
in un campo di tulipani,
rossi come il sangue che
ho versato, e che essi,
ancora, continuano a 
versare al posto mio.
Non cadrò di nuovo,
il vento ferirà il tempo
con la potenza di una 
fredda falce.
Vedrò i tulipani rimanere
rossi, almeno fino a domani.
Mi costringo a non cadere,
mentre penso a come
potermi rialzare.

giovedì 24 maggio 2012

QUANDO LA DONNA RUBO' IL CUORE DELL'UOMO

Capitò la sera in cui l'uomo e
la donna videro il primo
tramonto e l'avanzare della
notte a passo veloce.
Erano in due ad aver paura,
e un bacio ogni tanto era come
una goccia d'acqua su un
fuoco che rischiava follemente
di bruciare i loro sogni del domani.
L'uomo si chiese se mai avrebbero
visto ancora la luce, e sentito sulla
pelle il calore del tempo senza fine.
La donna amò, come mai aveva
amato prima, dei piccoli fiori
bianchi, immobili vicino a lei.
Non furono mai così belli
come quella sera.



domenica 20 maggio 2012

SIC ET SIMPLICITER

Erano tutti lì, affacciati ai balconi del Paradiso, gli Angeli.
Seguivano con attenzione le frivole vicende dell' Umanità, su cui erano posate milioni di altrettanto frivole preghiere.
Tutti ordini che arrivavano dal basso, esasperati , e che andavano eseguiti.
Le voci dei ragazzi adolescenti desiderosi di farsi la prima scopata, la gioia e la disperazione dei tifosi per la loro squadra o, più comunemente, la semplice noia di una persona che ha fatto carriera troppo velocemente.
Un gran numero di preghiere che pretendono la stessa, concreta risposta.
Dio avvertì qualcosa di strano, ad un certo punto.
Erano come frecciate di malumore che lo colpivano dal basso verso l'alto.
Qualcuno dei Suoi non stava svolgendo il proprio compito.
Si girò verso la sala più bella del Paradiso, quella abbellita con i pensieri d'amore e da qualche divano, leggero e fragile come soltanto una nuvola può essere.
Si girò e vide San Teodoro di Amasea con la testa china.
Si toccava gli occhi con l'inequivocabile gesto di chi avrebbe voluto asciugarsi le ultime lacrime scese a rigare il viso, senza lasciar traccia alcuna.
Ma si sa, gli occhi sono gli specchi del cuore, non è così facile nascondersi.
Soprattutto in quel Luogo.
Dio se ne accorse, e come un padre premuroso si rivolse a San Teodoro.
"Cosa non va, San Teodoro? Quale pena ti costringe qui da solo, immerso nei tuoi pensieri?"
Allora alzò la testa, dubbi e domande senza risposte gli disegnavano in faccia l'immagine della tristezza già sfogata nel pianto.
Poi rispose.
"E' capitata una brutta cosa nella città della quale sono Patrono.
Nonostante la loro intensità, le preghiere di quella gente mi sono arrivate così flebili all'orecchio, non sono riuscito ad ascoltarle e, di conseguenza, non ho potuto far niente di veramente utile.
Ma non è solo questo, il discorso, in realtà, è molto più ampio e profondo.
Mi chiedo quale sia il mio compito, anzi, quale sia il compito di noi tutti, Santi e Angeli, se non sappiamo neanche ascoltare una voce isolata, se diamo più importanza ai numeri piuttosto che all'intensità".
Una lacrima gli bagnò di nuovo il viso.
" Vedi"-rispose Dio-"sono gli Uomini quelli che noi serviamo. Pensiamo come loro, parliamo come loro, agiamo come loro, assolviamo i loro peccati di fantasia.....nella speranza di poter cambiare... insieme a loro".

sabato 19 maggio 2012

QUANDO TI BACIO

Succede sempre così,
mille pensieri corrono veloci
nella mia mente, confusi e
davvero poco chiari,
come un gregge di pecore
assalito e spaventato dal lupo.

Sempre così, quando ti bacio.

E' il momento dell'emozione
nata per caso, ancora troppo
giovane per musica e parole.
Cresce in fretta, più in fretta
di quanto io voglia immaginare.
Non serve una voce da ascoltare,
a volte da ricordare, perchè domani
sarà già volata via.

Sempre così, quando ti bacio.

 Quell' attimo, ormai in altri luoghi,
lascia i semi dei suoi fiori nei
terreni fertili del cuore.
Nasce qualcosa con un nome,
con dei colori, con una voce.
Ed è come parlare alla
persona che ami.

Sempre così, quando ti bacio.

lunedì 14 maggio 2012

L'INGENUITA' DEL TEMPO

Arriverà il giorno in cui
uno specchio cambierà i
contorni di ogni singola vita,
il giorno in cui le speranze e
le paure senza compleanno
invecchieranno nello stesso,
silenzioso paesaggio di oggi.
E' un disegno che inganna
il tempo per qualche istante,
imprigionato nel presente.
Le foglie rimarranno in volo e
gli alberi non vedranno arrivare
l'inverno che li minaccia.
Così ingenuo il tempo, a volte.
Privo di fantasia nelle piccole cose.
Beffato e deriso perfino dalla
dalla presunzione di poter placare,
ignorandolo, un amore lontano che
avrebbe potuto essere e non è stato.

sabato 12 maggio 2012

DOMANI, FORSE...

Domani, forse...
domani scriverò la canzone
più bella, la canzone che
nessuno ti ha dedicato mai.
Sarebbe così semplice,
se riuscissi a non pensare
ai tuoi occhi, se i miei vestiti
non avessero il tuo profumo.
Domani, forse...
domani scriverò la canzone
perfetta, la canzone senza 
memoria di ieri.
Passerebbe in un attimo,
la notte, se il tempo insieme
a te non fosse stato qualcosa
in più di un momento.
Domani, forse...
domani scriverò la canzone
che tanti hanno già cantato,
la canzone che dura meno
di un momento.
Sarebbe una poesia,
se avessi saputo perdere, con te,
tutte le mie parole.

giovedì 10 maggio 2012

SCRIVEVA D'AMORE

Scriveva, d'amore, le storie
più belle, parole cercate e
trovate nei sogni dell'adulto
rimasto bambino.
Le uniche adatte,
le ultime rimaste.
Era la malinconia, la ricerca
di qualcosa che non gli
apparteneva, riposte in
un cuore fragile.
Scriveva, d'amore, le storie
più belle, parole così stupide e
chiare, la voce del primo amore,
quella sera d'estate.
Parole mai dimenticate.
Storie nate nell'inconscio,
vive nei sogni dell'uomo
che scriveva d'amore.

martedì 8 maggio 2012

NATO SOTTO UN VENTO DI PAROLE

Nato sotto un vento di parole,
sussurri nella mia mente.
 Brividi lungo la schiena
scuotono  le pagine di una storia
scritta da  mano fresca e vellutata.
L'aria accarezza appena la mia
pelle, sfiora le mie guance,
come si fa con tutto ciò che 
amiamo di più al mondo.
Corre dal neonato, il vento,
corre a portargli pensieri di
speranze senza voce,
 per poterli vedere liberi
al primo vagito,
nel silenzio dell'uomo che per primo
li ha concepiti.
E' un vento stanco, pero', appesantito
da sogni lunghi una notte,
rallentato da desideri
troppo intensi.





lunedì 7 maggio 2012

CINICI E SOGNATORI IN AMORE E ODIO

"Ti invidio davvero, fratello mio."
Disse così  l'Amore, rivolgendosi al suo amato fratello, l'Odio.
"Riesci sempre ad ottenere ciò che vuoi, rimani calmo quando prendo il sopravvento entrando nelle case dei sentimenti di cui tu stesso ti nutri così avidamente.
Penso sia una questione di personalità, fascino o chissà cos'altro che non rientra nelle mie corde ".
Era serio, l'Amore, preoccupato per il suo avvenire, amareggiato al pensiero di poter esser messo da parte.
I suoi occhi erano lo specchio di un'inquietudine che gli stava corrodendo l'anima, parola dopo parola.
"Forse non riesco a soddisfare i desideri degli Uomini, oppure sono uscito dai loro sogni silenziosamente, così silenziosamente da non essermene nemmeno accorto.
Sono confusi e pensano di soffrire meno non prestandomi ascolto.
Così facendo, sbiadirà il ricordo delle mie forme e  gli sforzi per effondere l'essenza  nei loro corpi saranno vani."
L'Odio ascoltò attentamente il discorso del fratello, inconsciamente inebriato da quella magnifica dimostrazione di dolore.
Poi rispose.
"Mi preoccuperei se accadesse il contrario, fratello mio".
Parlava con una voce profonda, calda e rassicurante.
"Vedi, io mi nutro di rancori e dolori altrui perchè non sono capace di gestire i miei, li tengo buoni con due o tre zuccherini al giorno.
E' facile, poichè è semplice e chiara la mia natura.
Non lascio spazio al dubbio, evito gli sguardi per potermi insinuare velenosamente nei cuori di chi sogna poco e immagina troppo.
E per sembrare più credibile, divulgo il legame di sangue che ci rende fratelli.
Non è questione di personalità, ma di comodità".







mercoledì 2 maggio 2012

IL PASSATO ANCORA PRESENTE

Rimbombano nella mente
i suoni e le voci del passato
ancora troppo presente.
Echeggiano le urla
dell'Inquietudine
in ogni oasi del deserto
che circonda le mie mura.
O Spiriti del Riso e della Sofferenza!
Servi del cuore, fedeli difensori
dei cancelli della mia anima,
combattete!
Scapperò verso una nuova
fortezza, inseguito dai
ricordi del presente.


martedì 1 maggio 2012

LA PATRIA DELL'ARTISTA

Un mondo abbellito ed irreale,
ecco la patria dell'artista.
Le emozioni e i sentimenti
estremi sono i fiori del suo
giardino, i frutti di un albero.
Non esiste  gloria in un singolo
giorno, nè tristezza materiale.
Non gela il paesaggio del pittore,
e il poeta imprime stabilità ai versi,
contrapposti al suo nomadismo.
Se ne va in giro,
consapevole dei pericoli che
quel mondo nasconde
così bene.