L'altra sera ho sentito una frase bellissima, una risposta alla domanda:" Cos'è la libertà?"
"Andare a dormire la sera sapendo di non aver fatto del male a nessuno".
L'ho trovata stupenda perche' mi ha fatto pensare.
Feci un sogno, qualche tempo fa.
Un sogno strano, che ricordo con piacere ancora adesso.
Mi trovavo in una gabbia, bella grossa, di quelle che si usano al circo per tenerci dentro i leoni e le tigri.
Avevo in mano un mazzo di chiavi e vicino a me erano piazzate altre gabbie, con i loro rispettivi inquilini all'interno.
Facce che non ricordavo d'aver mai visto.
Eppure ci parlavo, argomenti banali, come fossimo stati in un bar.
La cosa che mi ha colpito di più, era il fatto che tutti avessimo accettato quella situazione di prigionia collettiva, la tranquillità di chi aveva ammesso da tempo le proprie colpe e la consapevolezza di non poter andare in nessun altro posto.
Non sapevo cosa farmene delle chiavi che continuavo a tenere in mano, non avevo nemmeno provato ad aprire la serratura della mia gabbia.
Poi una voce mi ha raggiunto, non sapevo dove guardare.
Cercavo inutilmente una faccia.
"Lanciale a me!"...diceva...."Lanciale a me! Non ti servono! Ma non ti sei ancora accorto che è aperta la tua gabbia!?".
Ho alzato gli occhi e le sbarre attorno a me erano sparite, mi svegliai qualche istante dopo.
La libertà e la gabbia sono come due fidanzati a passeggio, si completano a vicenda.
Nessuna delle due avrebbe senso senza l'altra.
Ma non sto parlando di una gabbia qualsiasi, ma di quella che ci costruiamo con le nostre mani, che progettiamo nei minimi particolari, affinchè possano essere vanificati tutti i modi che utilizzeremmo per uscirne.
Il mio sogno non è più pazzo della nostra realtà quotidiana.
Tutti noi abbiamo bisogno di qualcuno che venga ad aprirci con una chiave o col semplice suono della voce.
Così mi addormento tutte le sere, al sicuro nella mia gabbietta.
Cara gabbietta mia, di ferro all'interno, di paglia all'esterno.
mercoledì 25 gennaio 2012
martedì 24 gennaio 2012
RICORDATI DI DARLE UN BACIO PRIMA DI SCENDERE
Vieni, vieni nel mio sgabuzzino,
ti presto la mia scala.
E' sicura, non avere paura,
E' la migliore che tu possa
trovare per questo genere
di cose, l'ho usata anch'io
qualche tempo fa.
E la userò ancora.
E' importante che tu salga
se vorrai capire ciò che ti dice.
Vedi, qui dove abitiamo noi,
la voce della persona che amiamo
arriva come un grido, un rimbombo
che ci fa trasalire, preoccupare.
La preoccupazione di chi ha
cercato di ascoltare e non ci è riuscito.
Quindi sali, sarà lunga la strada,
avrà tante cose da dirti,
non cadrai, puoi starne certo.
E ricorda,
dalle un bacio prima di scendere.
martedì 17 gennaio 2012
ABBANDONANDO LA NAVE, CON PAURA E RIMORSO
Cosa è più divertente? Parlare dei dispersi o dei morti a causa del disastro della nave di Costa Crociere oppure indignarsi e moralizzare il Comandante di quest'ultima, Francesco Schettino, trasformatosi in un manifesto ambulante del disonore italiano?
Non è facile da stabilire, per ora stanno avendo la meglio l'indignazione e la morale.
In fondo è giusto così, no?
Chi se ne frega dei morti o dei dispersi, sono soltanto dei numeri, superfluo conoscere nomi e cognomi, venire a conoscenza delle loro nazionalità serve solo a suscitare il commento:" Cosa penserà il mondo di noi!"
E' molto più allettante e perverso occuparsi del colpevole.
Perchè è vivo, perchè puo' provare ancora emozioni, perchè il fatto che egli abbia agito in modo vile ci fa sentire meno colpevoli di fronte al mondo, l'assoluzione dei peccati giudicati di "minor importanza".
E qui viene il bello.
Ognuno di noi ha un modo personalissimo di indignarsi, basato sui propri trascorsi, e la stessa cosa vale per la morale.
Spesso capita di non riuscire a descrivere le emozioni, forse è impossibile, il cuore ha un linguaggio tutto suo, un dialetto di cui si capisce una parolina ogni tanto.
Per questo motivo penso che i nostri giudizi non tengano conto di niente.
Il giudizio è molto superficiale, viene basato su una sola parola contenuta all'interno di un discorso.
Poi quella stessa parola, col tempo, comincia a perdere di significato, e si va a cercarne un'altra, e il giudizio cambia di nuovo, la storia si ripete.
Giudicare è un gioco, niente di più.
Ma è un gioco pericoloso, è necessario essere vaccinati prima di cominciare a giocarlo.
Quando non ci sono emozioni in ballo, i sentimenti hanno sempre la peggio.
E' come girare il coltello in quella piaga che un uomo si crea con le sue mani.
Quindi giochiamo, diamo altri numeri, altra carne da mettere al fuoco.
Quanti anni di galera merita il Comandante?
Otto? Dieci? Quindici?
Penso che la punizione più dura da scontare sarà quella del rimorso.
Non è facile da stabilire, per ora stanno avendo la meglio l'indignazione e la morale.
In fondo è giusto così, no?
Chi se ne frega dei morti o dei dispersi, sono soltanto dei numeri, superfluo conoscere nomi e cognomi, venire a conoscenza delle loro nazionalità serve solo a suscitare il commento:" Cosa penserà il mondo di noi!"
E' molto più allettante e perverso occuparsi del colpevole.
Perchè è vivo, perchè puo' provare ancora emozioni, perchè il fatto che egli abbia agito in modo vile ci fa sentire meno colpevoli di fronte al mondo, l'assoluzione dei peccati giudicati di "minor importanza".
E qui viene il bello.
Ognuno di noi ha un modo personalissimo di indignarsi, basato sui propri trascorsi, e la stessa cosa vale per la morale.
Spesso capita di non riuscire a descrivere le emozioni, forse è impossibile, il cuore ha un linguaggio tutto suo, un dialetto di cui si capisce una parolina ogni tanto.
Per questo motivo penso che i nostri giudizi non tengano conto di niente.
Il giudizio è molto superficiale, viene basato su una sola parola contenuta all'interno di un discorso.
Poi quella stessa parola, col tempo, comincia a perdere di significato, e si va a cercarne un'altra, e il giudizio cambia di nuovo, la storia si ripete.
Giudicare è un gioco, niente di più.
Ma è un gioco pericoloso, è necessario essere vaccinati prima di cominciare a giocarlo.
Quando non ci sono emozioni in ballo, i sentimenti hanno sempre la peggio.
E' come girare il coltello in quella piaga che un uomo si crea con le sue mani.
Quindi giochiamo, diamo altri numeri, altra carne da mettere al fuoco.
Quanti anni di galera merita il Comandante?
Otto? Dieci? Quindici?
Penso che la punizione più dura da scontare sarà quella del rimorso.
lunedì 9 gennaio 2012
IL MOSAICO DI UN ALBICOCCO
Tante volte mi sono chiesto
cosa voglia dire la parola
"cambiamento".
Diventare ciò che non si
è mai stati?
Prendere per il collo
quella parte del mio carattere
che non mi è mai piaciuta
e che mi condiziona a tal
punto da volerla cambiare?
Ho in mano le redini del
mio cambiamento?
Non penso proprio.
Ogni singola cosa che
ci succede è un quadratino
del mosaico, un nuovo colore.
Qualche anno fa avevo un bellissimo
albicocco nell'orto, rigoglioso, dava
sempre i suoi frutti.
Poi, col tempo, cominciò a darne
sempre meno, i rami più in alto
cominciarono a morire e piano
piano tutti gli altri seguirono
a ruota.
Finchè fu completamente spoglio
anche in primavera.
Era bellissimo anche così,
neanche la morte(il cambiamento per
eccellenza)era riuscita a togliergli la
sua vera essenza.
Gli ha smussato gli angoli, gli ha
tolto dei colori e ne ha aggiunti altri.
Ma il suo mosaico è rimasto
lo stesso.
domenica 8 gennaio 2012
IL TEMPO DI FARE DUE SAUNE
E' provato che la sauna faccia bene al corpo.
La sudorazione, dovuta all'alta temperatura, espelle le tossine e pulisce la pelle.
E una doccia fredda a fine seduta migliora la circolazione sanguigna.
In realtà non ho mai letto di studi che lo provino con certezza, mi fido dei cartelli affissi nelle "zone relax".
Ma la verità è un'altra, vado in sauna perchè godo nel farla indipendentemente dagli effetti benefici.
E' un vizio che non ha niente a che vedere con la volontà di essere pulito o in salute.
Per me è come il vino che accompagna una buona mangiata, la sigaretta a fine pasto.
Trovo strano il fatto che non si sia ancora parlato dei " saunadipendenti", vedo sempre le stesse facce, gente che fa quattro o cinque sedute nello stesso pomeriggio, gente che appena si sdraia sul lettino tiene gli occhi aperti in pieno delirio allucinatorio.
Anch'io sono così, me ne bastano soltanto due, pero'.
C'è una cosa che mi piace più di tutte in questo bagno di calore, il battito accelerato del cuore.
E' come essere innamorati.
Sudi, soffri, pensi alle parole che ti sono state dette e a quelle che avresti voluto dire o voluto dire meglio, ti accorgi che ogni suono della tua voce è sbagliato, che quello che hai dentro rimane dentro, è difficilissimo tirarlo fuori e dargli la medesima carica emotiva e sentimentale, pur volendolo.
Inventi poesie d'amore che durano il tempo di due saune, poi il freddo le indurisce o le fa dimenticare.
Ma è proprio questa la cosa bella!!!
D'amore si deve parlare al caldo, appena esci fuori è già tutta un'altra cosa, rimane la confusione e il rimpianto di non aver parlato.
Noi "saunadipendenti" siamo dei grandi romanticoni.
La sudorazione, dovuta all'alta temperatura, espelle le tossine e pulisce la pelle.
E una doccia fredda a fine seduta migliora la circolazione sanguigna.
In realtà non ho mai letto di studi che lo provino con certezza, mi fido dei cartelli affissi nelle "zone relax".
Ma la verità è un'altra, vado in sauna perchè godo nel farla indipendentemente dagli effetti benefici.
E' un vizio che non ha niente a che vedere con la volontà di essere pulito o in salute.
Per me è come il vino che accompagna una buona mangiata, la sigaretta a fine pasto.
Trovo strano il fatto che non si sia ancora parlato dei " saunadipendenti", vedo sempre le stesse facce, gente che fa quattro o cinque sedute nello stesso pomeriggio, gente che appena si sdraia sul lettino tiene gli occhi aperti in pieno delirio allucinatorio.
Anch'io sono così, me ne bastano soltanto due, pero'.
C'è una cosa che mi piace più di tutte in questo bagno di calore, il battito accelerato del cuore.
E' come essere innamorati.
Sudi, soffri, pensi alle parole che ti sono state dette e a quelle che avresti voluto dire o voluto dire meglio, ti accorgi che ogni suono della tua voce è sbagliato, che quello che hai dentro rimane dentro, è difficilissimo tirarlo fuori e dargli la medesima carica emotiva e sentimentale, pur volendolo.
Inventi poesie d'amore che durano il tempo di due saune, poi il freddo le indurisce o le fa dimenticare.
Ma è proprio questa la cosa bella!!!
D'amore si deve parlare al caldo, appena esci fuori è già tutta un'altra cosa, rimane la confusione e il rimpianto di non aver parlato.
Noi "saunadipendenti" siamo dei grandi romanticoni.
sabato 7 gennaio 2012
UN PEZZETTINO DI CIELO
Raccontavi storie di una vita
passata con una piccola
stella luminosa.
Ogni notte ti fermavi ad
osservarla, giusto quei
dieci minuti da dedicare
alla tua amica che non
sapeva di brillare,
un puntino di luce nel buio.
Parlavi con lei, e le altre
stelle ti aiutavano a darle
speranza, a farle sapere
che quel pezzettino di cielo
era tutto suo.
domenica 1 gennaio 2012
OGGI NON PIOVE
Qualche mattina capita di svegliarsi
e non vedere il sole, coperto dalle
nuvole. Le stanze rimangono
buie e le luci artificiali servono
a poco davvero.
E penso, via sangue malato,
che hai cercato di togliermi
la speranza ieri, ieri che pioveva,
che mi hai fatto cantare una canzone
che nessuno ha ascoltato,
via sangue malato.
Qualche giorno capita di ricevere
ospiti che non si ha voglia di
intrattenere con il sorriso sulla
bocca. E' solo fredda cortesia,
niente di più.
E penso, via sangue malato
che mi scorri nelle vene,
segui le tue piogge ora,
tanto ci rivedremo,
uno di questi giorni.
Qualche sera non si uscirà,
bisognerà proteggere
le luci artificiali, tener loro
compagnia, nessuno combatte
da solo il buio.
E penso, sangue malato torna
quando vuoi! Oggi non piove,
e ricordati che domani, col sole,
canterò di nuovo.
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