Camminando nel grigiore di una piccola via di periferia, fui attratto da un signore in giacca e cravatta all'angolo della strada.
Stava piegato, parlava all'orecchio di un vecchio clochard seduto sul marciapiede, che lo guardava con aria triste,di chi si chiedeva quale instancabile forza lo spingesse ancora a tenere in mano il cappello rovesciato per elemosinare qualche monetina.
Cercai di avvicinarmi per rubare qualche parola del loro discorso, non ci riuscii.
Il loro, era un inquieto muoversi di labbra e mandibole da cui non usciva un filo di voce, o almeno ebbi quella sensazione.
Solo una piccola farfalla si posò sulla mia mano, per riportarmi sulla mia strada.
Appena distolsi lo sguardo da essa, vidi che l'uomo in giacca e cravatta se n'era andato, e il vecchio clochard, alzando la testa verso di me, mi rivolse un sorriso sincero e disse: " Aspetto per poter vedere ancora qualcosa di bello, qualcosa che possa rendermi felice ancora una volta. Aspetto per sorridere di nuovo a me stesso e veder cessare la paura della morte e la speranza della vita eterna. Aspetto che il Paradiso si trasformi in tutto ciò che non sarà per sempre....ora saluta la tua farfalla e vai dove devi andare ".
Momo
Come avrete capito, è solo un raccontino di fantasia.
Pero' contiene un messaggino importante.
Ci vuole davvero poco per conquistare il Paradiso,
non è necessario credere che esista solo nei posti
più impensabili.
A me, basta il sorriso delle ragazze.
mercoledì 30 novembre 2011
martedì 29 novembre 2011
UN OMETTO VENUTO DA UN LIBRO
Saltò fuori da un libro, uno di quelli presenti nella mia biblioteca, e anche nella vostra.
Un signore di mezza età, aveva sorriso e abbracciato la morte tante di quelle volte che, alla fine, le diventò antipatico. Le resurrezioni a lieto fine son sempre state molto umilianti per lei.
Troppa fantasia.
Tirò un sospiro di sollievo l' ometto, da tempo sognava di visitare un luogo surreale, dopo tante vie passate tra le pagine pubblicate da un qualche idiota, per il quale la capacità di comprendere un'emozione è la sola e vera intelligenza dell'uomo.
Trovò un mondo stupido, non ne rimase sorpreso, d'altronde il suo creatore non gli aveva nemmeno dato la possibilità di capire le lingue del popolo della Terra. Così non venne bruciato dal fuoco delle conquiste, restò impassibile di fronte alla fredda indifferenza, gli negammo ogni desiderio, egli ci regalò la sua anima, così da poterla almeno percepire e illuderci un po'.
Forse vi starete chiedendo: "A quali illusioni si riferisce? ".
Ottima domanda, abbiate pazienza un attimo.
Vedete, le illusioni sono solo proiezioni della fantasia che vanno ad intaccare tutto ciò che noi nutriamo quotidianamente con i dubbi, oggetti e situazioni che non comprendiamo veramente per ciò che sono o rappresentano. E' una forma di vanità l'illusione, il vero amore di noi uomini superbi, la mancanza di rispetto verso i nostri limiti.
Forse è proprio per questo che è così difficile accettare di dover morire, la morte è un limite, e, di conseguenza, anche un' illusione. Non so spiegarvelo meglio, se continuate a non capire, aspettate il finale e il vostro pensiero sarà l' unico importante.
L' ometto restò sulla Terra qualche anno, non volle essere un protagonista, nè la solitudine gli pesò.
Mi manca un po', ora che è tornato a casa, fra quattro mura d' inchiostro. Non dimenticherò le sue parole, un attimo prima di saltare nella carta: "Realtà e fantasia, logica e irrazionale, ignoranza e cultura, stanno creando troppa confusione e sofferenza, è meglio che vada. Ma se vorrete venire, fate un salto, sono qui, sono sempre stato qui, saprete dove trovarmi ".
Un signore di mezza età, aveva sorriso e abbracciato la morte tante di quelle volte che, alla fine, le diventò antipatico. Le resurrezioni a lieto fine son sempre state molto umilianti per lei.
Troppa fantasia.
Tirò un sospiro di sollievo l' ometto, da tempo sognava di visitare un luogo surreale, dopo tante vie passate tra le pagine pubblicate da un qualche idiota, per il quale la capacità di comprendere un'emozione è la sola e vera intelligenza dell'uomo.
Trovò un mondo stupido, non ne rimase sorpreso, d'altronde il suo creatore non gli aveva nemmeno dato la possibilità di capire le lingue del popolo della Terra. Così non venne bruciato dal fuoco delle conquiste, restò impassibile di fronte alla fredda indifferenza, gli negammo ogni desiderio, egli ci regalò la sua anima, così da poterla almeno percepire e illuderci un po'.
Forse vi starete chiedendo: "A quali illusioni si riferisce? ".
Ottima domanda, abbiate pazienza un attimo.
Vedete, le illusioni sono solo proiezioni della fantasia che vanno ad intaccare tutto ciò che noi nutriamo quotidianamente con i dubbi, oggetti e situazioni che non comprendiamo veramente per ciò che sono o rappresentano. E' una forma di vanità l'illusione, il vero amore di noi uomini superbi, la mancanza di rispetto verso i nostri limiti.
Forse è proprio per questo che è così difficile accettare di dover morire, la morte è un limite, e, di conseguenza, anche un' illusione. Non so spiegarvelo meglio, se continuate a non capire, aspettate il finale e il vostro pensiero sarà l' unico importante.
L' ometto restò sulla Terra qualche anno, non volle essere un protagonista, nè la solitudine gli pesò.
Mi manca un po', ora che è tornato a casa, fra quattro mura d' inchiostro. Non dimenticherò le sue parole, un attimo prima di saltare nella carta: "Realtà e fantasia, logica e irrazionale, ignoranza e cultura, stanno creando troppa confusione e sofferenza, è meglio che vada. Ma se vorrete venire, fate un salto, sono qui, sono sempre stato qui, saprete dove trovarmi ".
lunedì 28 novembre 2011
NOUVELLE CUISINE
Non sono mai stato un grande amante della Nouvelle Cuisine,Troppa elaborazione e abbinamenti di gusti un po' a casaccio,a dimostrazione del rinnovamento nell'arte della cucina.
Chi possiede Sky sa che,quotidianamente, vengono proposti programmi in cui i protagonisti girano il mondo per assaggiare ricette impensabili,a volte davvero disgustose(vi consiglio di non mangiare mentre guardate queste cose,è un abbinamento che vi provocherebbe conati di vomito e spasmi).Comincia a diventare difficile trovare ristoranti di tradizione "locale",da un po' di tempo è cominciata l'era dei "sushi",dei "messicani",dello spezzatino al caffè e degli spaghetti al miele,questi ultimi due,molto più cari a livello economico rispetto ai primi che ho scritto.E se c'è una cosa che non sopporto in tutto questo,è la faccia da culo che assumono i camerieri mentre commentano con il cliente il piatto di bollito misto in salsa di ribes che hanno appena servito in tavola.Se girassero per la sala con in mano il Santo Graal,farebbero meno sceneggiate.La cucina si sta "globalizzando",ne prendo atto,il mio è soltanto lo sfogo di chi non capisce le nuove arti culinarie,di chi preferisce un semplice piatto ben preparato alla vecchia maniera.
Ma il problema è e rimarrà mio,non si possono impedire le evoluzioni.
Pero' mi dispiacerebbe ritrovarmi a non poter più mangiare un fritto misto,un risotto alle rane(per cui sbavo),solo per far spazio alle nuove mode.Troppi ristoranti storici han già levato le tende,e non solo per la crisi.
Come si dice,"il mondo è bello perchè è vario" e i gusti son gusti.Io sono uno di quelli che,all'ennesima provocazione da parte del cameriere:"Aaah..non fare al contadino sapere,quanto è buono il formaggio con le pere",risponde:"Disse il vecchio saggio,stronzo chi mangia le pere col formaggio".
Chi possiede Sky sa che,quotidianamente, vengono proposti programmi in cui i protagonisti girano il mondo per assaggiare ricette impensabili,a volte davvero disgustose(vi consiglio di non mangiare mentre guardate queste cose,è un abbinamento che vi provocherebbe conati di vomito e spasmi).Comincia a diventare difficile trovare ristoranti di tradizione "locale",da un po' di tempo è cominciata l'era dei "sushi",dei "messicani",dello spezzatino al caffè e degli spaghetti al miele,questi ultimi due,molto più cari a livello economico rispetto ai primi che ho scritto.E se c'è una cosa che non sopporto in tutto questo,è la faccia da culo che assumono i camerieri mentre commentano con il cliente il piatto di bollito misto in salsa di ribes che hanno appena servito in tavola.Se girassero per la sala con in mano il Santo Graal,farebbero meno sceneggiate.La cucina si sta "globalizzando",ne prendo atto,il mio è soltanto lo sfogo di chi non capisce le nuove arti culinarie,di chi preferisce un semplice piatto ben preparato alla vecchia maniera.
Ma il problema è e rimarrà mio,non si possono impedire le evoluzioni.
Pero' mi dispiacerebbe ritrovarmi a non poter più mangiare un fritto misto,un risotto alle rane(per cui sbavo),solo per far spazio alle nuove mode.Troppi ristoranti storici han già levato le tende,e non solo per la crisi.
Come si dice,"il mondo è bello perchè è vario" e i gusti son gusti.Io sono uno di quelli che,all'ennesima provocazione da parte del cameriere:"Aaah..non fare al contadino sapere,quanto è buono il formaggio con le pere",risponde:"Disse il vecchio saggio,stronzo chi mangia le pere col formaggio".
domenica 27 novembre 2011
CANTEREMO ANCHE CON LA VOCE ROCA
"Too old to rock'n roll,too young to die". "Troppo vecchio per il rock'n roll,troppo giovane per morire".Per chi non la conoscesse,è una bellissima canzone dei Jethro Tull,un gruppo sulla cresta dell'onda negli anni '70-'80.Mentre la ascoltavo,pochi minuti fa,ho pensato,già...ma quando sarò troppo vecchio per tutto,che succederà?La mia musica cambierà a tal punto da trasformarmi nella cover di me stesso?
Potrà anche sembrarvi strano il fatto che mi ponga queste domande a ventidue anni,ma tanto vale affrontarlo adesso questo argomento,non aspetterò di certo il momento in cui una lacrima mi segnerà il viso, guardando una foto scattata tanti anni prima,una foto che mi racconterà all'orecchio storie della mia vita,ormai dimenticate o messe nel cassetto.Vi siete accorti come ,a volte,le domande apparentemente senza risposte nel presente,siano in realtà le più semplici?Non è importante che le risposte siano giuste,basta che diano una speranza.Così,leggendo i titoli delle canzoni contenute nell'album,ho trovato "Life is a long song".Forse è vero,le parole rimarranno sempre le stesse,la musica rimarrà la stessa...cambierà solo il mio modo di cantare e suonare,la voce sarà bassa e il ritmo più lento,ma non sarò mai "troppo vecchio per vivere".E il concerto va avanti...
Potrà anche sembrarvi strano il fatto che mi ponga queste domande a ventidue anni,ma tanto vale affrontarlo adesso questo argomento,non aspetterò di certo il momento in cui una lacrima mi segnerà il viso, guardando una foto scattata tanti anni prima,una foto che mi racconterà all'orecchio storie della mia vita,ormai dimenticate o messe nel cassetto.Vi siete accorti come ,a volte,le domande apparentemente senza risposte nel presente,siano in realtà le più semplici?Non è importante che le risposte siano giuste,basta che diano una speranza.Così,leggendo i titoli delle canzoni contenute nell'album,ho trovato "Life is a long song".Forse è vero,le parole rimarranno sempre le stesse,la musica rimarrà la stessa...cambierà solo il mio modo di cantare e suonare,la voce sarà bassa e il ritmo più lento,ma non sarò mai "troppo vecchio per vivere".E il concerto va avanti...
sabato 26 novembre 2011
LA GRANDEZZA DI UN ANIMALE PIU' SEMPLICE
Ogni tanto mi capita di pensare a una frase di mia nonna:"Puoi picchiare e bastonare un cane,ma lui ti guarderà sempre
con occhi adoranti,incondizionatamente".
Bhè,è vero.Pochi minuti fa,ho dovuto sgridare il nostro cagnolino di famiglia,un bastardino molto molto brutto,ma anche molto simpatico.Aveva appena pisciato sulla gamba di una sedia del tavolo da pranzo(che stronzetto,proprio la mia sedia,
e siccome in casa giro scalzo,ci ho messo proprio il piede dentro...mi è passato l'appetito,meglio così dato il mio fisico non
proprio statuario).
Così ho cercato di fare il duro per cinque minuti,sono andato a prenderlo e gli ho lasciato andare uno schiaffetto che gli
ha tolto giusto la polvere dal sedere,seguito da urla isteriche causate dall'aver pucciato il calzino nella sua urina.
La sceneggiata è durata finchè non si è verificata nei fatti,la frase a cui facevo riferimento prima.
Non è giusto,mi ha rabbonito soltanto con uno sguardo,uno sguardo che implorava pietà,come se lo stessi torturando
veramente.
Era qualcosa di troppo "vero" per non sciogliersi completamente,quello sguardo negli umani,grida ipocrisia,negli animali
è diverso.
Penso che la risposta sia racchiusa in quel "incondizionatamente".
Mi chiedo quante volte io abbia pensato a qualcosa o fatto qualcosa incondizionatamente,forse mai,forse è una caratteristica propria dell'uomo porre condizioni.
Talvolta l'intelligenza è un'arma a doppio taglio,ci concede tanto e ci toglie tanto,e la differenza più grossa che si percepisce confrontando il cervello umano e il cervello di un cane sta nel modo di vivere emozioni e sentimenti.
L'uomo pone condizioni anche nell'amore e nell'odio,il cane mai, ama incondizionatamente e odia incondizionatamente.
Non sta a me,nè ad altri,giudicare quale sia il modo "giusto".
Anche perchè non esiste quello "sbagliato".
L'unica cosa che non andrebbe mai fatta è cercare di razionalizzare l'irrazionale.
Scusate se le mie parole verso l'uomo possano esservi sembrate un po' ciniche,non è così.
Ho voluto soltanto riconoscere la grandezza di un animale più semplice di me.
Ho finito,ora vado a fare ancora due carezze al mio cagnolino....e a riscaldarmi la pasta.
Momo
AL CUORE, RAMON!!!
"Al cuore,Ramon,se vuoi uccidere un uomo devi colpirlo al cuore!!!".
Questa è una delle ultime battute del film "Per un pugno di dollari",recitata da Clint Eastwood e rivolta al suo rivale Ramon(Gianmaria Volontè),prima del duello finale,che terminerà con la morte di quest'ultimo,una morte avvolta da un caldo alone di solitudine che sembra venir fuori da quelle case costruite soltanto per servire la vigliaccheria dei loro proprietari.Fortunatamente è un film,la pistolettata è fine a se stessa e il dolore che circonda la perdita di una vita non è tenuto in considerazione.In fondo è giusto così,anch'io al cinema o davanti alla tv voglio divertirmi,mica star lì a "moralizzare" ogni cosa che mi passa sotto il naso!.Il problema nasce quando si scambia la vita reale per un film e viceversa,e succede spesso.
L'errore si nasconde in quelle piccole verità su cui si basa ogni film che si rispetti,in questo caso la frase:"Al cuore,Ramon!".Il concetto è lo stesso nella vita reale,pù allargato, ovviamente. Colpiscimi al cuore e colpirai anche quello dei miei famigliari,toglimi la vita e ne toglierai un pezzo ai miei amici più cari.E' tutto ingigantito,travolgente,e il nostro cuore è più debole di quanto si possa pensare,basta niente per ferirlo o per fermarlo.Una parola è più che sufficiente,più pericolosa del piombo dei proiettili.Infatti,se notate,il pentimento è solo la presa di coscienza delle conseguenze che un nostro errore ha generato,conseguenze che,il pentito,ha cercato di circoscrivere alla situazione,e che,invece,hanno sfondato le barriere.La stessa cosa vale per l'amore,orde di uomini e donne "sedotti e bidonati" da quel medesimo concetto esistente soltanto nei film.Mi dispiace per tutti loro e ,paradossalmente,mi dispiace anche per me stesso.E la storia si ripete,le parole si ripetono,non cambiano le armi.Il mio cuore rimane quello stupido organo che si ferma al tramonto e riprende il suo lavoro all'alba.Un'alba di cui non posso fare a meno,è la cosa più bella che esista.Svegliarsi con gli occhi gonfi e con nelle orecchie il grido..."AL CUORE,RAMON!!!"
IL GRANDE CONDOMINIO
"Momo,dimmi quale mania ti ha portato a fissarti sui ciechi e sui sordi,ho notato che sono presenti in molti dei tuoi pensieri che mi hai fatto leggere...ti conosco,è chiaramente una fissa".
Questo è lo spezzone di un dialogo scherzoso che ho avuto con un mio carissimo amico,riguardante gli scritti che, ogni tanto,gli impongo di leggere e criticare.Gliene sarò sempre grato,da me accetta qualsiasi tipo di delirio,e io da lui,ovviamente.Anche se mi rendo conto che incoraggiare le rispettive follie,non è una cosa proprio sana.Tornando a noi,ha ragione.Sono attratto dai ciechi e dai sordi perche' vedono e sentono anche le più piccole sfumature di una parte del mondo che non so definire,perchè non riesco nemmeno a percepirla.Sinceramente,ho paura di conoscerla,me la immagino come un incubo.E vale la stessa cosa per un cieco o un sordo dalla nascita,pensate che inferno sarebbe svegliarsi una mattina e poter vedere o sentire cose che i tuoi occhi e le tue orecchie non potranno riconoscere.La Terra è un grande condominio,ognuno di noi ha il suo piano,il suo appartamento,e non ci è concesso entrare in quelli altrui.Certo,può capitare di sbagliare a schiacciare il tasto dell'ascensore,e rimanere confusi su un pianerottolo uguale al nostro,ma che non è il nostro,davanti ad una porta uguale alla nostra,ma con una serratura diversa.La cosa positiva di tutto questo,sta nella consapevolezza di non provare invidia nè per il cieco nè per il sordo,loro non ne provano verso di me,al massimo ci può essere una reciproca curiosità.Il punto fondamentale è la diversità che ci contraddistingue,quando dovremo andarcene ,il mondo avrà perso i nostri colori e i nostri appartamenti dovranno essere nuovamente tinteggiati e riarredati.Dimentico la cosa più importante,andranno installati nuovi allarmi,quelli di oggi suonano anche per un soffio di vento.
FIORI E LETAME- CHICCHE DI UN "POETA" DI BASSO,BASSO LIVELLO........IO.
DISEGNO NEL BUIO
Eri lì,
seduta sulla riva del fiume a fissare il cielo stellato
con lo sguardo di chi un giorno ha amato,
e per sempre amerà l'idea di tutto ciò che non
potrà mai conoscere.
Mi sedetti in silenzio accanto a te,
mi chiedesti di osservare ciò che si nascondeva
in quegli spazi di buio disegnati da qualche stella davvero luminosa.
Non capivo,il mio sentimento non prendeva forma,
e quelle piccole,confuse luci dell'oscurità non aiutavano certamente.
L'orgoglio e le stelle non vanno d'accordo,troppo distanti.
Distolsi lo sguardo e pensai che probabilmente la stessa cosa
vale per l'amore.
Ci ostiniamo a guardarlo negli occhi in modo da poterlo riconoscere,
ma non rammentiamo la nostra ciecità.
Forse ci è concesso guardarci attraverso,
così da poterlo almeno immaginare e respirare.
L'IMPORTANZA DELLA SUPERFICIALITA'
La superficialità è qualità e sintomo delle persone
profonde d'animo.
Esse sono piene di pensieri,emozioni,sentimenti,
così tanti che il loro corpo non può trattenerli tutti.
Perciò se ne disfano esternandoli,
sono quasi sempre parole al vento,senza importanza
nè per loro nè per altri,parole che mirano a proteggere
e nascondere ciò di cui si nutre veramente il cuore,
Tutto quello che ci fa sentire vivi.
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