martedì 29 novembre 2011

UN OMETTO VENUTO DA UN LIBRO

Saltò fuori da un libro, uno di quelli presenti nella mia biblioteca, e anche nella vostra.
Un signore di mezza età, aveva sorriso e abbracciato la morte tante di quelle volte che, alla fine, le diventò antipatico. Le resurrezioni a lieto fine son sempre state molto umilianti per lei.
Troppa fantasia.
Tirò un sospiro di sollievo l' ometto, da tempo sognava di visitare un luogo surreale, dopo tante vie passate tra le pagine pubblicate da un qualche idiota, per il quale la capacità di comprendere un'emozione è la sola e vera intelligenza dell'uomo.
Trovò un mondo stupido, non ne rimase sorpreso, d'altronde il suo creatore non gli aveva nemmeno dato la possibilità di capire le lingue del popolo della Terra. Così non venne bruciato dal fuoco delle conquiste, restò impassibile di fronte alla fredda indifferenza, gli negammo ogni desiderio, egli ci regalò la sua anima, così da poterla almeno percepire e illuderci un po'.
Forse vi starete chiedendo: "A quali illusioni si riferisce? ".
Ottima domanda, abbiate pazienza un attimo.
Vedete, le illusioni sono solo proiezioni della fantasia che vanno ad intaccare tutto ciò che noi nutriamo quotidianamente con i dubbi, oggetti e situazioni che non comprendiamo veramente per ciò che sono o rappresentano. E' una forma di vanità l'illusione, il vero amore di noi uomini superbi, la mancanza di rispetto verso i nostri limiti.
Forse è proprio per questo che è così difficile accettare di dover morire, la morte è un limite, e, di conseguenza, anche un' illusione. Non so spiegarvelo meglio, se continuate a non capire, aspettate il finale e il vostro pensiero sarà l' unico importante.
L' ometto restò sulla Terra qualche anno, non volle essere un protagonista, nè la solitudine gli pesò.
Mi manca un po', ora che è tornato a casa, fra quattro mura d' inchiostro. Non dimenticherò le sue parole, un attimo prima di saltare nella carta: "Realtà e fantasia, logica e irrazionale, ignoranza e cultura, stanno creando troppa confusione e sofferenza, è meglio che vada. Ma se vorrete venire, fate un salto, sono qui, sono sempre stato qui, saprete dove trovarmi ".

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