Ho guardato con tenerezza
il tuo viso svegliato dal
rimpianto di un sogno
scappato come sabbia
fra le dita.
I tuoi occhi rossi riflettevano
un cuore greve,
debitore di stanche
verità tradite.
Era un sogno di Carnevale,
una voragine di maschere
che ti ha risucchiato in un
pericoloso gioco di sentimenti.
Non c'è mai stato abbastanza
amore per odiare,
e nemmeno tanto odio per amare.
So che hai pianto quella notte,
e ancora non ti abitui alle
luci mattutine.
Ma quegli occhi rossi,
impregnati di te,
sono rimasti candidi
divoratori di speranza.