lunedì 7 maggio 2012

CINICI E SOGNATORI IN AMORE E ODIO

"Ti invidio davvero, fratello mio."
Disse così  l'Amore, rivolgendosi al suo amato fratello, l'Odio.
"Riesci sempre ad ottenere ciò che vuoi, rimani calmo quando prendo il sopravvento entrando nelle case dei sentimenti di cui tu stesso ti nutri così avidamente.
Penso sia una questione di personalità, fascino o chissà cos'altro che non rientra nelle mie corde ".
Era serio, l'Amore, preoccupato per il suo avvenire, amareggiato al pensiero di poter esser messo da parte.
I suoi occhi erano lo specchio di un'inquietudine che gli stava corrodendo l'anima, parola dopo parola.
"Forse non riesco a soddisfare i desideri degli Uomini, oppure sono uscito dai loro sogni silenziosamente, così silenziosamente da non essermene nemmeno accorto.
Sono confusi e pensano di soffrire meno non prestandomi ascolto.
Così facendo, sbiadirà il ricordo delle mie forme e  gli sforzi per effondere l'essenza  nei loro corpi saranno vani."
L'Odio ascoltò attentamente il discorso del fratello, inconsciamente inebriato da quella magnifica dimostrazione di dolore.
Poi rispose.
"Mi preoccuperei se accadesse il contrario, fratello mio".
Parlava con una voce profonda, calda e rassicurante.
"Vedi, io mi nutro di rancori e dolori altrui perchè non sono capace di gestire i miei, li tengo buoni con due o tre zuccherini al giorno.
E' facile, poichè è semplice e chiara la mia natura.
Non lascio spazio al dubbio, evito gli sguardi per potermi insinuare velenosamente nei cuori di chi sogna poco e immagina troppo.
E per sembrare più credibile, divulgo il legame di sangue che ci rende fratelli.
Non è questione di personalità, ma di comodità".







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