A voi mi rivolgo,
così fini, così subdole
nella vostra invisibilità.
In volo, come insulsi
parassiti attaccate alle
spalle, erodete con la
lentezza dell'agonia le
poche mura rimaste.
Partorite troppo velocemente,
all'ombra di un giorno
che non ricordo.
La gente, sfiancata, cammina
piegata su se stessa.
Cieca di fronte all'uomo,
resa sorda dagli scherzi
della memoria.
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