Apro gli occhi e ti scopro addormentata,
col viso rivolto alla finestra, dalla quale
spuntano i primi, deboli raggi di un
sole non ancora nato.
Così, come un bisognoso animale da
compagnia, annuso una ciocca dei
tuoi capelli con la delicatezza che
si deve usare con il più fragile e
delicato tra i fiori.
Prossimo a partire, è calmo il respiro,
pesante il cuore.
Gli occhi intorpidiscono di fronte al solo,
vitale desiderio di restare.
Guardando fuori, saprai che laggiù,
oltre la tua finestra, ti sto amando.
Mi sento lontano, anche nell'attimo che
separa la mia veglia dal tuo sonno.
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