venerdì 29 giugno 2012

L'UOMO CHE NON RIESCE A VEDERSI IL NASO

La mia vita è stata un viaggio.
Sono vecchio ora, e così pieno di ricordi, alcuni dei quali non so neanche se siano reali o soltanto frutto dell'immaginazione di una mente stanca come il corpo.
Ho visto i posti più belli del mondo, conosciuto gente che non sapevo esistesse.
Per non parlare poi degli animali dalle forme più strane, dai colori pù belli.
Mi sono incoronato Re di ogni città per cinque minuti.
Ho sovrastato Parigi dall'alto di Notre Dame, osservando quei piccoli puntini impegnati a dar vita ad un caotico e continuo movimento, le persone.
Sulla punta dell'Everest  ero Padrone del mondo, le cementificazioni umane parevano  alveari, perfino attraverso le lenti del mio binocolo.
Sono stato Dio per una sera, ho parlato con gli Spiriti del Popolo Sioux, in America.
Ora, che faccio a stento quattro passi nel giardino di casa mia, ho capito la maledizione.
La vista non mi ha mai permesso  di  diventare anche solo una delle cose che ho scritto, nè un Re, nè il Padrone del mondo, nè Dio.
Non ho mai toccato quei  piccoli puntini, non ho assaggiato il miele degli alveari e non sono più tanto sicuro di aver parlato con gli Spiriti.
Visioni troppo lontane.
Non ho mai visto il mio naso, che si trova appena sotto gli occhi.
Esistono gli specchi, è vero, ma non servono la mia vanità.

Nessun commento:

Posta un commento